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Accertamento delle Entrate nullo se notificato da poste private

30 marzo 2015


Accertamento delle Entrate nullo se notificato da poste private

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 marzo 2015



Solo Poste Italiane può garantire la pubblica certezza della data e dell’avvenuta notifica in quanto addetta a un pubblico servizio: non hanno piena fede le dichiarazioni del corriere privato.

Sono errori banali quelli che, a volte, commette il Fisco, ma sui quali può decadere un’intera procedura di accertamento fiscale. Come il fatto di consegnare l’avviso di pagamento a un corriere privato e non a Poste Italiane, unico soggetto a cui, invece, la legge attribuisce i poteri per certificare, in modo legale, l’avvenuta notifica dell’accertamento al contribuente. E così, nonostante si tratti di un principio ormai pacifico per i giudici, non pochi uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate, così come le sedi di Equitalia, continuano a commettere questo imperdonabile errore. Un errore che ha portato, per esempio, la Commissione Tributaria di Campobasso, di recente, una sentenza [1] in favore del contribuente.

La notifica può essere effettuata a mani oppure tramite posta raccomandata a.r. [2] ma, in quest’ultimo caso, non può che avvenire tramite Poste Italiane: sarebbe invece inesistente la notifica effettuata a mezzo di posta privata. Un limite, questo, imposto dalla legge [3] che prevede espressamente una riserva in favore di Poste Italiane, per la notifica degli atti giudiziari ed equiparati [4].

La motivazione di tale orientamento è facile da comprendere. Poiché l’avviso di ricevimento che compila il postino e che fa firmare al destinatario deve fornire la “certezza legale” dell’avvenuto recapito, della data di consegna nonché del soggetto al quale il plico è stato consegnato, ed essendo il postino “tradizionale” (il dipendente, cioè, di Poste Italiane) un incaricato di un pubblico servizio (non lo è invece quello del servizio di poste private), solo quest’ultimo può garantire la fede privilegiata di quanto attestato all’atto della notifica.

Dunque, solo in questo modo l’avviso di ricevimento della raccomandata diventa un atto pubblico [5]. Pertanto, solamente le attestazioni contenute nell’atto di ricevimento tramite Poste Italiane godono della stessa fede privilegiata di quelle eseguite dall’ufficiale giudiziario del tribunale.

Al contrario, non è possibile attribuire alcuna presunzione di veridicità alla consegna effettuata tramite un soggetto privato: una posizione, quest’ultima, già espressa in passato dalla Cassazione [6] e mai smentita dai giudici.

Risultato: se la notifica viene effettuata da un corriere privato, essa si considera (non già nulla, ma, peggio ancora, inesistente cioè insanabile e priva di quei requisiti minimi per dirsi venuta ad esistenza); infatti colui che la effettua non riveste alcuna funzione pubblica.

A differenza dei normali casi di nullità, non c’è rischio che, facendo valere in giudizio l’inesistenza della notifica, con il proprio atto di ricorso, essa possa considerarsi sanata automaticamente (secondo il principio per cui, così facendo, si dimostrerebbe che l’atto avrebbe comunque raggiunto il proprio scopo: principio applicabile quando una notifica è nulla o annullabile).

note

[1] CTP Campobasso, sent. n. 1077/03/14.

[2] Art. 14 L. 890/1982.

[3] Art. 1 co. 4, d.lgs n. 58/2011.

[4] L. 890/1982.

[5] Ai sensi dell’art. 2699 cod. civ.

[6] Cass. sent. n. 17723/2006 e n. 2035/2014.

Autore immagine: 123rf com

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