HOME Articoli

Lo sai che? Condanna in solido alle spese di lite: chi paga?

Lo sai che? Pubblicato il 31 marzo 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 31 marzo 2015

Quando ci sono più parti soccombenti il giudice può condannarle in solido alle spese di lite: a chi deve rivolgersi il creditore e cosa accade se paga solo uno dei coobbligati?

Al termine di un processo civile, il giudice, nel pronunciare la sentenza, decide anche sulle spese giudiziali: compensandole fra le parti o condannando al pagamento solo quella soccombente.

Quando le parti soccombenti sono più di una [1] il giudice può condannare ciascuna di esse al pagamento delle spese in proporzione al rispettivo interesse alla causa.

Quando però tutte le parti soccombenti hanno avuto un interesse comune nel processo (da intendersi non come identità della domanda bensì come atteggiamento difensivo convergente nei confronti della controparte avversaria [2]) il giudice può condannarle in solido alle spese di lite.

Condanna in solido alle spese” significa che ogni parte condannata risponde dell’intero debito e non soltanto per una parte di esso. Ciò significa che non basta pagare una quota delle spese di lite per liberarsi nei confronti del creditore. Questi, inoltre, può chiedere il pagamento anche solo ad uno dei debitori, il quale potrà poi rivalersi nei confronti degli altri coobbligati.

Il pagamento dell’intero debito da parte di uno dei coobbligati libera tutti gli altri [3]. Può infatti accadere che, a seguito della condanna in solido alle spese, solo uno dei condannati, pur di liberarsi del debito sancito in sentenza, paghi l’intero importo delle spese stabilito dal giudice.

In questa ipotesi egli può esercitare azione di regresso [4] nei confronti degli altri debitori che non hanno pagato le spese. Questi ultimi dovranno restituire a colui che ha pagato la quota di debito a loro imputabile; la divisone si fa in parti uguali.

Un esempio renderà tutto più chiaro. Supponiamo che il giudice abbia condannato in solido tre parti soccombenti A, B e C al pagamento delle spese processuali pari a 900 euro. Il creditore, parte vincitrice, potrà chiedere il pagamento delle spese indifferentemente ad A B o C. Se A paga l’intero debito per tutti, B e C dovranno restituirgli parte del debito diviso in quote uguali (quindi 300 euro a testa).

Ipotesi particolare è quella in cui una delle parti condannate alle spese trovi un accordo con il creditore, stipulando una transazione [5].

La transazione con una delle parti non libera anche le altre a meno che queste dichiarino di volerne profittare e sempre che la transazione riguardi l’intero debito e non solo una quota di esso.

A differenza di quanto accade nel caso di pagamento effettivo dell’intero debito da parte di uno dei coobbligati, la transazione di uno non basta per liberare automaticamente anche gli altri debitori. Serve una vera e propria dichiarazione di partecipazione alla transazione da parte di questi ultimi.

Più precisamente si possono allora verificare due diverse situazioni:

1) Se A transige la propria posizione con il creditore per l’intero importo delle spese, B e C sono liberati solo se aderiscono alla transazione;

2) se A transige solo per una parte del debito a lui imputabile, la transazione non potrà mai liberare gli altri debitori ma solo estinguere il vincolo solidale tra A, B e C.

note

[1] Art. 97 cod. proc. civ.

[2] Cass. sent. n. 27562/2011.

[3] Si applicano le regole previste dal codice civile per le obbligazioni solidali: art. 1292 e ss.

[4] Art. 1299 cod. civ.

[5] Art. 1304 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI