Diritto e Fisco | Articoli

L’ipoteca non si estende agli interessi di mora

31 Marzo 2015
L’ipoteca non si estende agli interessi di mora

L’estensione del privilegio ipotecario solo per gli interessi corrispettivi e non per quelli moratori.

 

Nel caso di mutuo ipotecario, l’ipoteca iscritta sulla casa garantisce sia la mancata restituzione del capitale prestato dalla banca, che gli “interessi”. Lo dice il codice civile [1], ma senza specificare di quali interessi si tratti: se, cioè, si tratti dei soli interessi corrispettivi (quelli che sono la normale conseguenza e controprestazione del prestito) o anche di quelli moratori (che scattano, invece, in caso di mancato pagamento del debito e che, di norma, sono superiori ai corrispettivi).

Così ieri è intervenuta la Cassazione [2] a chiarire il punto per chi, in proposito, nutra dubbi (nonostante il consolidato orientamento dei giudici). Secondo la Corte, il privilegio dell’ipoteca copre solo gli interessi corrispettivi. Nessuna applicazione analogica, quindi, si può avere anche per quelli moratori.

In particolare, il codice civile [1] stabilisce che, qualunque sia la specie dell’ipoteca, l’iscrizione di un capitale che produce interessi fa collocare, nello stesso grado, gli interessi dovuti. La questione, osserva la Cassazione, è capire se l’estensione interessa solo gli interessi legali o anche gli interessi moratori. Ebbene, la norma usa la seguente espressione “capitale che produce interessi”: è ovvio che il capitale produce solo gli interessi corrispettivi, mentre quelli moratori sono la conseguenza di un fatto diverso, ossia l’inadempimento.

Dunque, secondo i supremi giudici, non ci sono dubbi: l’ipoteca è circoscritta solo ai soli interessi corrispettivi ossia ai frutti civili che costituiscono remunerazione del capitale. Restano dunque esclusi dal privilegio gli interessi moratori.

Ciò potrebbe far pensare che vi sia una evidente disparità di trattamento tra interessi legali ed interessi moratori. Ma secondo la Cassazione tale disparità è funzionale all’equo contemperamento tra gli interessi del creditore ipotecario e gli interessi degli altri creditori concorrenti che, invece, non sono muniti di ipoteca.


note

[1] Art. 2855 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 6403/15 del 30.03.2015.

Autore immagine: 123rf com


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