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Assegno sociale 2015: come chiederlo all’Inps

1 Aprile 2015
Assegno sociale 2015: come chiederlo all’Inps

­Ex pensione sociale: i limiti di reddito, come presentare la domanda all’Inps, requisiti e condizioni.­

L’assegno sociale per il 2015 è pari a 448,52 euro e lo può chiedere chi si trova in una situazione economica particolarmente disagiata.

A erogare l’assegno sociale (un tempo “pensione sociale”) è, come sempre, l’Inps a cui bisognerà inoltrare la domanda di quella che è, a tutti gli effetti, una prestazione assistenziale esentasse (non soggetta a ritenute Irpef), cioè una prestazione economica che non si basa, come le altre pensioni, sui contributi versati.

Beneficiari

L’assegno è riservato solo a coloro che:

– abbiano cittadinanza italiana o europea o, se extracomunitari, la titolarità del permesso di soggiorno CE di lungo periodo, assieme alla residenza in Italia da oltre 10 anni;

– abbiano 65 anni e 3 mesi di età;

– si trovino in stato di bisogno;

– siano sprovvisti di reddito oppure il cui reddito, sommato a quello del coniuge, non superi la soglia fissate dalla legge, soglia che cambia a seconda che la persona sia coniugata o meno.

Se il richiedente non è coniugato il limite di reddito è pari allo stesso importo annuo dell’assegno sociale, quindi, per l’anno 2015, pari a euro 5.830,76.

Se il richiedente è coniugato il limite di reddito è raddoppiato, cioè pari a euro 11.661,52 ma in tal caso si fa riferimento al reddito di entrambi i coniugi.

Se i redditi dell’interessato, quelli dell’eventuale coniuge oppure la somma di entrambi superano i limiti di legge, l’assegno sociale viene negato.

La verifica del possesso dei requisiti viene fatta annualmente; quindi l’assegno sociale è sempre pagato con carattere di provvisorietà sulla base del reddito presunto. Nell’anno successivo l’INPS opera la liquidazione definitiva o la modifica o la sospensione sulla base delle dichiarazioni reddituali rese dagli interessati.

Per l’anno 2015, la misura intera dell’assegno (spettante ai soggetti non coniugati privi di reddito ed ai coniugati con entrate familiari inferiori all’ammontare annuo del sussidio), che è erogato per 13 mensilità, è pari a € 448,52 con un limite massimo di € 5.830,76 euro annui. Tale cifra spetta in misura integrale solo se il beneficiario non ha alcun reddito, altrimenti questi potrà percepire una cifra ridotta pari alla differenza tra l’importo intero annuale dell’assegno sociale corrente e l’ammontare del reddito annuale.

Hanno diritto all’assegno in misura intera:

– i soggetti non coniugati che non possiedono alcun reddito;

– i soggetti coniugati che abbiano un reddito familiare inferiore all’ammontare annuo dell’assegno.

Hanno diritto all’assegno in misura ridotta:

– i soggetti non coniugati che hanno un reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno;

– i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare inferiore al doppio dell’importo annuo dell’assegno.

L’assegno sociale decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda e in presenza di tutti i requisiti previsti dalla legge (età, cittadinanza, residenza effettiva e dimora abituale in Italia, requisiti reddituali).

Qualora il beneficiario sia coniugato, il limite di reddito è raddoppiato, cioè pari a euro 11.661,52.

Facciamo qualche esempio:

– soggetto non sposato, senza reddito: percepirà 5.830,76 euro all’anno;

– soggetto non sposato, con reddito pari a 3.000 € l’anno, percepirà la differenza, cioè 2.830,76 € l’anno;

– soggetto sposato: se la somma dei redditi dei coniugi è pari a 0, percepirà 5.830,76 euro all’anno;

– soggetto sposato: se la somma dei redditi dei coniugi è pari a 9.000 euro, percepirà 2.661,52 euro all’anno;

– soggetto sposato: se la somma dei redditi dei coniugi è pari a 2.000 euro, percepirà 5.830,76 euro all’anno.

Il beneficio non è definitivo: può essere revocato per permanenza all’estero superiore ai 30 giorni, e per perdita dei requisiti reddituali; inoltre, non è reversibile ai superstiti.

Una recente ordinanza della Cassazione afferma che, per ottenere l’assegno sociale, non debba essere considerato il reddito della prima casa.

Come presentare la domanda

La richiesta si presenta all’Inps in uno dei seguenti modi:

via internet dal portale Web dell’INPS (www.inps.it), attraverso i servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN;

telefonicamente, chiamando il contact center integrato al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;

– tramite Caf.

La domanda deve contenere:

– l’autocertificazione dei dati personali;

– la dichiarazione della situazione reddituale;

– la dichiarazione di responsabilità riguardo eventuale ricovero in istituto con retta a carico dello Stato.

Rigetto e ricorso

Se l’Inps dovesse rigettare la domanda, l’interessato può presentare ricorso in via amministrativa, entro 90 giorni dalla comunicazione del rigetto, da inoltrare al Comitato provinciale dell’INPS.

Calcolo dei redditi

Per ottenere l’assegno sociale si considerano i redditi del richiedente e del coniuge come di seguito indicati:

– redditi assoggettabili all’IRPEF, al netto dell’imposizione fiscale e contributiva;

– redditi esenti da imposta;

– redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (vincite derivanti dalla sorte, da giochi di abilità, da concorsi a premi, corrisposte dallo Stato, da persone giuridiche pubbliche e private);

– redditi soggetti ad imposta sostitutiva (interessi postali e bancari; interessi dei BOT,CCT e di ogni altro titolo di Stato; interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, emessi da banche e società per azioni; etc.);

– redditi di terreni e fabbricati;

– pensioni di guerra;

– rendite vitalizie erogate dall’INAIL;

– pensioni dirette erogate da Stati esteri;

– pensioni ed assegni erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili, ai sordi;

– assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile.

Non vanno invece calcolati i seguenti redditi:

– i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sui trattamenti stessi;

– il reddito della casa di abitazione;

– le competenze arretrate soggette a tassazione separata;

– le indennità di accompagnamento per invalidi civili, ciechi civili e le indennità di comunicazione per i sordi;

– assegno vitalizio erogato agli ex combattenti della guerra 1915/1918;

– arretrati di lavoro dipendente prestato all’estero.


note

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. sono una donna, che vive sola, non ho nessun reddito, isee 00, e non comprendo xchè inps ha rigettato due volte la mia richiesta. sono BALICE RICHETTA NATA IL 03/06/1950, VIVO A MASSA E COZZILE CAP 51010 PROVINCIA PISTOIA, IN VIA SILVIO PELLICO 2/A. ESIGO GIUSTIZIA, DOVREI RICEVERE ARRETRATI DA QUASI 2 ANNI. VI RENDETE CONTO. MENO MALE CHE IL COMUNE UN Pò MI SOSTIENE, NON POSSO PAGARE AFFITTO DA 2 ANNI MI DANNO BONUS X FARE SPESA, MA CI RENDIAMO CONTO??? MI SPETTA DI DIRITTO HO COMPIUTO 66 ANNI A GIUGNO!!!!!!!!

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