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Home Restaurant: cucinare a casa e guadagnare

10 Maggio 2016
Home Restaurant: cucinare a casa e guadagnare

Ricavare dalla propria passione per la cucina, ospitando amici, parenti, conoscenti o turisti. Ecco come funziona l’Home restaurant, in Italia ancora non regolamentato. 

Sei un divoratore di programmi TV dedicati alla cucina? Non puoi fare a meno di seguire tutti i Cooking show disponibili? O semplicemente coltivi il sogno di un ristorante tutto tuo, e non sai come iniziare? L’home restaurant (o social eating) potrebbe essere la soluzione. Vediamo come funziona e di cosa si tratta.

Cos’è l’home restaurant

L’Home Restaurant è ciò che permette a chiunque di trasformare la propria casa in un ristorante occasionalmente aperto per amici, conoscenti e perfetti sconosciuti (come ad esempio i viaggiatori e i turisti). Per il “cliente” i vantaggi sono il poter assaggiare la cucina originale dei luoghi frequentati abitualmente o in occasione di un viaggio, per i cuochi si ha l’occasione di metter da parte qualche euro facendo ciò che si ama. Si perché, la moda dell’Home restaurant permette, nel rispetto delle regole previste nello stato di appartenenza, di trasformare in business la propria passione.

Quali sono le leggi che regolano l’Home Restaurant

Come purtroppo sin troppo spesso accade in Italia, la pratica precede la legge, per cui non esistono ancora regole chiare dedicate al fenomeno.

La normativa esistente tuttavia ha messo una toppa a questa vacanza normativa:

  • Va presentata la SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività).
  • Chi cucina e chi serve a tavola deve aver fatto un corso HACCP riconosciuto dalla Regione.
  • Prestazione occasionale, quando nei casi in cui il Nostro HR sia aperto una volta ogni tanto e non facciamo più di 5mila euro di fatturato l’anno, non c’è bisogno di Partita IVA e basterà rilasciare una ricevuta per prestazioni di lavoro autonomo.
  • Prestazioni non occasionali,  nel senso in cui il Nostro Home Restaurant sia aperto a giorni prestabiliti e lavori in modo continuativo, se è così bisogna aprire una partita IVA, rilasciare regolare fattura ai clienti, e bisognerà registrarsi alla gestione separata Inps.

Home restaurant e social eating: le ipotesi allo studio

Il sito homerestaurant.com sta lanciando una petizione a sostegno di uno dei due disegni di legge presentati in Parlamento. Ad oggi nessuno dei due è stato ancora nè discusso né tantomeno approvato [1]. Conoscerne il contenuto può essere un buon modo per trovarsi preparati all’approvazione. Ecco dunque cosa prevede:

  • I locali della struttura abitativa devono possedere i requisiti igienico-sanitari per l’uso abitativo previsti dalle leggi e dai regolamenti vigenti;
  • L’utilizzo della propria struttura abitativa, anche se in affitto, fino ad un massimo di due camere, per un massimo di venti coperti al giorno;
  • L’esercizio dell’attività di home food non costituisce e non necessita alcun cambio di destinazione d’uso della struttura abitativa e comporta l’obbligo di adibirla ad abitazione personale;
  • Non è necessaria l’iscrizione al registro esercenti il commercio;
  • Ai fini dell’esercizio dell’home food il proprietario è tenuto a comunicare al comune competente l’inizio dell’attività, unitamente ad una relazione di asseveramento redatta da un tecnico abilitato;
  • All’attività di home food si applica il regime fiscale previsto dalla normativa vigente per le attività saltuarie;
  • Il comune destinatario della comunicazione provvede ad effettuare apposito sopralluogo al fine di confermare l’idoneità della struttura abitativa all’esercizio dell’attività di home food.

Un’ulteriore proposta lanciata nello scorso luglio prevede di introdurre qualche modifica:

  • prevede che il gestore consegua un certificato HACCP (già presente nell’attuale normativa);
  • inserisce una discriminante chiara ai fini della determinazione della saltuarietà dell’attività: 10mila Euro di reddito.

I vantaggi dell’Home restaurant

Ci sono alcuni indubbi vantaggi nel lanciare un home restaurant. Il social eating difatti permette di avere:

  1. Menù fisso: quindi si spende poco per comprare da mangiare.
  2. Pubblicità via social sempre efficace (il target di riferimento si muove molto sui social network, dunque i costi di promozione potrebbero essere ridotti).
  3. Personale ridotto: non è necessario avere impiegati, si può gestire tutto in famiglia.
  4. Non sono ad oggi necessarie licenze (sebbene come abbiamo visto l’HACCP ovvero l’attestato del corso di sicurezza alimentare sia consigliabile).
  5. Non è necessario rilasciare scontrini o altri strumenti fiscali con fatturati minori di 5mila euro annui (al di sopra di questa soglia, basterà aprire una Partita IVA che potrebbe essere quella relativa al forfettario del quale vi abbiamo più volte parlato nei nostri approfondimenti).


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