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Benefici prima casa anche a chi non trasferisce la residenza nel Comune

2 Aprile 2015
Benefici prima casa anche a chi non trasferisce la residenza nel Comune

Agevolazioni anche per gli studenti universitari, a chi svolge attività di volontariato e a chi presta attività lavorativa.

Le agevolazioni fiscali sulla prima casa possono scattare anche se il beneficiario non prende, entro 18 mesi, la residenza nel Comune ove si trova l’immobile. Infatti, si può non rispettare l’obbligo imposto dalla legge nel caso in cui il beneficiario presti attività lavorativa nel luogo ove è situato l’immobile, ovviamente a condizione che l’immobile stesso sia utilizzato a tale scopo. Lo ha ricordato la Commissione Tributaria Regionale di Firenze con una recente sentenza [1]. Ma procediamo con ordine per comprendere meglio di cosa si tratta.

Condizioni per l’agevolazione prima casa

Tre le condizioni previste dalla legge per usufruire delle agevolazioni “prima casa” (leggi l’articolo “Condizioni agevolazione prima casa”):

a) si deve trattare dell’acquisto di una casa d’abitazione “non di lusso”;

b) il beneficiario non deve essere proprietario (anche in comunione) di un altro immobile (oppure titolare di usufrutto, uso o diritto di abitazione);

c) l’immobile deve essere ubicato nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha residenza; diversamente egli è obbligato, entro 18 mesi dall’acquisto, a trasferirvi la propria residenza.

Tuttavia – ed è qui il punto – l’immobile può anche trovarsi nel luogo in cui il beneficiario svolge la propria attività di lavoro. In tal caso, egli non ha più l’obbligo di trasferire la propria residenza nel Comune ove si trova l’immobile.

Dunque, via libera alle agevolazioni sulla prima casa anche quando il contribuente non prende la residenza, se però lavora nel Comune dov’è ubicato l’immobile.

La giurisprudenza riconosce l’agevolazione prima casa oltre a chi ufficialmente avrà la residenza entro diciotto mesi, anche alle seguenti situazioni:

– allo studente universitario per l’acquisto di una casa di abitazione nel Comune in cui è ubicata la facoltà universitaria;

– a chi svolge nel Comune attività di volontariato;

– a chi svolge attività lavorativa a condizione che l’immobile sia utilizzato allo scopo di viverci dentro (e non, per esempio, a uso investimento).

Pertanto il contribuente che svolge attività lavorativa nel Comune nel cui territorio ha acquistato la prima casa ha il diritto di usufruire delle agevolazioni “prima casa” a condizione che l’immobile sia utilizzato a tale scopo.


note

[1] CTR Firenze, sent. n. 58/2015.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Buongiorno, articolo davvero interessante (come del resto tutto il resto del sito) che aiuta a districarsi meglio tra le leggi italiane, vorrei chiederle gentilmente una precisazione riguardo all’ultima affermazione:

    ” a chi svolge attività lavorativa a condizione che l’immobile sia utilizzato allo scopo di viverci dentro (e non, per esempio, a uso investimento). ”

    ecco sinteticamente le domande a cui ringrazio anticipatamente per eventuali risposte:

    1. c’è un termine temporale entro il quale il lavoratore deve continuare a dimostrare di vivere dentro la casa nuova? O è sufficiente che al momento del rogito il lavoratore dichiari di lavorare nel comune dove vuole acquistare la casa con l’agevolazione?

    2. posso affittare un’altra stanza nella stessa casa in cui ho preso le agevolazioni? Anche se, affittandola, volessi condividere non un’altra stanza ma la stessa mia stanza con lui (come una doppia).

    Grazie per le risposte, spero di essere stato sufficientemente chiaro anche se capisco che sono domande abbastanze “cervellotiche”.

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