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Acquisto prima casa con divieto di vendita: come calcolare i 5 anni

3 Aprile 2015 | Autore:
Acquisto prima casa con divieto di vendita: come calcolare i 5 anni

L’acquisto di un immobile “prima casa” prevede che non si possa vendere o affittare per un periodo minimo di 5 anni: i 5 anni si calcolano dalla data del rogito o dalla data in cui io ho posto la mia residenza presso di esso?

 

La risposta alla domanda è testualmente contenuta nel comma 4° della nota II bis all’art. 1 Parte Prima della Tariffa allegata al Testo Unico sull’imposta di Registro (D.P.R. 26.04.1986, n. 131) che così recita:

 

“4 .In caso di dichiarazione mendace o di trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con i benefici di cui al presente articolo prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una sovrattassa pari al 30 per cento delle stesse imposte. Se si tratta di cessioni soggette all’imposta sul valore aggiunto, l’ufficio dell’Agenzia delle entrate presso cui sono stati registrati i relativi atti deve recuperare nei confronti degli acquirenti la differenza fra l’imposta calcolata in base all’aliquota applicabile in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione dell’aliquota agevolata, nonché irrogare la sanzione amministrativa, pari al 30 per cento della differenza medesima. Sono dovuti gli interessi di mora di cui al comma 4 dell’articolo 55 del presente testo unico. Le predette disposizioni non si applicano nel caso in cui il contribuente, entro un anno dall’alienazione dell’immobile acquistato con i benefici di cui al presente articolo, proceda all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale”.

Pertanto i cinque anni nel corso dei quali un’eventuale alienazione dell’immobile acquistato comporta decadenza dai benefici fiscali in oggetto decorrono dalla data di acquisto, dunque dalla data del rogito notarile.

Le ricordo infine che la norma che richiede che la residenza sia collocata presso l’immobile acquistato con le predette agevolazioni non è quella da ultimo citata (che richiede solo la residenza presso il Comune ove è ubicato l’immobile ad acquistarsi) bensì quella sulla detrazione degli interessi passivi del mutuo stipulato per l’acquisto della prima casa. Pertanto, ove all’atto di acquisto dell’immobile predetto Lei non abbia altresì concluso un contratto di mutuo per finanziare il prezzo di vendita, l’eventuale trasferimento della residenza dovuto – ad esempio – alla necessità di locare l’appartamento in parola non comporterebbe la decadenza dalle agevolazioni succitate.


note

Autore immagine: 123rf com


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