Cassa avvocati: nuove agevolazioni a prescindere dall’età di iscrizione

6 Aprile 2015
Cassa avvocati: nuove agevolazioni a prescindere dall’età di iscrizione

Contributi previdenziali agevolati anche a chi non rientra nei parametri previsti dal regolamento di attuazione della legge professionale forense, a prescindere dall’età e dall’anzianità di iscrizione all’albo.

Regalo di Pasqua, anche se con un po’ di ritardo, in arrivo per gli avvocati. Venerdì 17 aprile, la Cassa Forense adotterà delle misure anti-crisi economica che potrebbero interessare una larghissima platea di legali, attualmente chiusi da una inarrestabile contrazione dei ricavi.

Tra tre giorni, il Comitato dei Delegati voterà un nuovo provvedimento che mira a estendere, a tutti gli iscritti, a prescindere dall’età e dalla anzianità di iscrizione, le agevolazioni previste dal regolamento di attuazione della legge forense [1].

Sappiamo che il regolamento di attuazione prevede due tipi di agevolazioni:

Contributo soggettivo minimo ridotto al 50% nei primi 6 anni di iscrizione alla Cassa se la stessa decorre da prima dei 35 anni di età;

Contributo integrativo minimo non dovuto per i primi 5 anni di iscrizione all’Albo più contributo integrativo minimo ridotto al 50% per ulteriori 4 anni se l’iscrizione alla Cassa decorre da prima del 35° anno di età.

L’intenzione dell’Organo di Previdenza è quella di estendere detti benefici a tutti gli iscritti che dimostreranno di essere percettori di redditi al di sotto dei parametri e per gli iscritti tenuti al solo pagamento dei contributi minimi.

La misura potrebbe avere una portata “contingente”, ossia essere limitata solo a un periodo limitato di anni, e questo per consentire alla categoria degli avvocati italiani di spirare una boccata di ossigeno in tempi di crisi economica, in attesa – e nella speranza – che le cose cambino.

Le misure verranno adottate anche per scongiurare la cancellazione automatica dall’albo di tutti quei professionisti che non riusciranno a far fronte agli impegni contributivi, per come impone la nuova legge professionale che subordina la permanenza del titolo alla regolarizzazione degli impegni con la Cassa Forense.

In ogni caso, se coloro che usufruiranno delle agevolazioni non riusciranno, in seguito, a regolarizzare la posizione versando la differenza rispetto alla contribuzione minima, alla fine del percorso e cioè al momento di andare in pensione si troveranno con una anzianità contributiva che non consentirà loro di godere dei benefici della pensione retributiva ma saranno collocati in pensione con la pensione contributiva non integrata al trattamento minimo.

Occhi, dunque, puntati su questo venerdì 17: potrebbe essere anche l’occasione per sfatare la credenza che lega, a tale data, eventi funesti.


note

[1] L. 247/2012.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Salve sono l’Avv. Alberto Partexano, desideravo sapere se ci sono novità
    sulle agevolazioni della Cassa Avvocati.
    Grazie.

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