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Revocatoria del fondo patrimoniale automatica

6 Aprile 2015
Revocatoria del fondo patrimoniale automatica

Anche la presenza di coobbligati o di altri fideiussori, o del beneficio di preventiva escussione non impedisce al creditore di agire contro il debitore in via “preventiva” attraverso la revocatoria.

Il fatto che il debitore non sia l’unico obbligato a restituire il debito, ma con questi vi siano altri soggetti (per es.: ulteriori fideiussori o, nei confronti del socio, il patrimonio della società) ciò non costituisce un limite all’azione revocatoria, da parte del creditore, sul fondo patrimoniale. Lo ha detto il tribunale di Tempio Pausania in una recente sentenza [1].

Si pensi all’ipotesi di una banca interessata a impedire che i soggetti obbligati alla restituzione del mutuo possano pregiudicare le sue ragioni, andando a “nascondere” i beni di cui sono proprietari sotto lo scudo del fondo patrimoniale. In tali casi, anche se l’istituto di credito ha il dovere di agire prima verso il debitore principale (cosiddetta “previa escussione”), e solo in subordine verso gli altri, questo non implica che, qualora uno dei coobbligati compia atti di diminuzione del proprio patrimonio, la banca non possa comunque agire contro di questi, in via preventiva: lo farà, appunto, attraverso l’azione revocatoria per rendere inefficace l’atto stesso nei suoi confronti.

Il che è anche congruo con la natura stessa dell’azione revocatoria: che non è un’anticipazione di un procedimento di esecuzione forzata, ma solo un atto volto a impedire che il debitore possa pregiudicare le ragioni del creditore. Insomma, l’azione revocatoria ha solo una sorta di effetto “prenotativo”, rendendo inopponibile (o meglio, inefficace) al creditore – la banca, nell’esempio di poc’anzi – la costituzione del fondo patrimoniale.

Risultato: anche se il creditore ha il dovere di agire prima nei confronti del creditore principale (per es.: la società, il debitore mutuatario, ecc.) e solo in subordine nei confronti del coobbligato (per es.: il socio, il fideiussore, ecc.), questo non gli impedisce, prima ancora di rivolgere le proprie “azioni” nei confronti del primo, di esperire l’azione revocatoria nei confronti del secondo.

È irrilevante, dunque, ai fini dell’accoglimento dell’azione revocatoria, la circostanza che esistano altri coobbligati in solido e/o sussista il beneficio della previa escussione. L’unica condizione per poter agire in revocatoria è che il debitore abbia posto in essere atti di disposizione del proprio patrimonio (così una vendita, la costituzione del fondo patrimoniale, una donazione, un vincolo di destinazione, ecc.), al fine di pregiudicare la possibilità del creditore di soddisfarsi sul suo patrimonio.


note

[1] Trib. Tempio Pausania sent. del 20.11.2014.

Autore immagine: 123rf com


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