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Negoziazione assistita per separazioni/divorzi: se il PM dà parere negativo

6 Aprile 2015
Negoziazione assistita per separazioni/divorzi: se il PM dà parere negativo

I poteri del Presidente del Tribunale nel caso in cui il pubblico ministero ritenga l’accordo non idoneo a tutelare gli interessi dei figli.

Che succede se il Pubblico ministero dà parere negativo all’accordo di separazione o divorzio consensuale presentato dai coniugi attraverso il meccanismo della negoziazione assistita? Il Presidente del Tribunale può decidere in difformità dalle indicazioni del PM o, invece, è tenuto a conformarvisi? Del caso si è occupata una recente sentenza del tribunale di Termini Imerese [1] dando un’interpretazione originale, ma ben motivata.

Ricordiamo, innanzitutto, che, nell’ipotesi di separazione o divorzio realizzata con il procedimento di negoziazione assistita, gli avvocati sono tenuti a trasmettere l’accordo al Presidente del Tribunale affinché, previo parere del pubblico ministero, lo autorizzi.

In presenza poi di figli minori o maggiorenni da tutelare (con handicap o economicamente non autonomi), il parere si spinge al merito dell’accordo. Invece, in assenza di figli minori o maggiorenni da tutelare, il controllo è di pura legittimità e di rispetto delle regole formali.

Se il P.m. ritiene che l’accordo non risponda agli interessi dei figli, lo trasmette, nei 5 giorni successivi, al Presidente del tribunale che, nei successivi 30 giorni, fissa la comparizione delle parti e “provvede senza ritardo”. Ma cosa si deve intendere con “provvede senza ritardo”? Che cosa succede se le parti non intendono conformarsi ai rilievi mossi dal P.m. e si ostinino a insistere sulla propria ipotesi di accordo?

Ebbene, nel caso in cui il Pubblico Ministero non fornisca parere positivo all’accordo, il Presidente del Tribunale – almeno secondo la sentenza in commento – potrebbe anche discostarsene e, rivalutate le condizioni, le ragioni a sostegno dell’accordo, nonché la documentazione allegata, può, in difformità dal P.m., ritenere invece che le condizioni della separazione/divorzio siano adeguate e sufficientemente salvaguardanti gli interessi della prole. Così, potrebbe ugualmente autorizzare lo scioglimento del vincolo matrimoniale.

Questo perché la norma stabilisce che il parere del pubblico ministero è sì obbligatorio, ma non vincolante.

Non molto tempo fa, il Tribunale di Torino [2] aveva deciso in modo diametralmente opposto, stabilendo che, in caso di parere negativo, il Preside invita le parti a comparire per adeguarsi ai rilievi del P.m. e, solo in caso di esito negativo del tentativo, apre il procedimento tradizionale di separazione/divorzio con il rito tradizionale (leggi “Divorzio/separazione con negoziazione assistita: se il P.m. non autorizza l’accordo”).


note

[1] Trib. Termini Imerese sent. del 24.03.2015.

[2] Trib. Torino sent. del 15.01.2015.

Autore immagine: 123rf com


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