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Lo sai che? Fisco: ecco i reati tributari che non saranno più puniti

Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 aprile 2015

Archiviazione immediata per la dichiarazione infedele o omessa, anche al di sopra delle soglie di 50 e 30 mila euro.

Se hai commesso un reato tributario perché non avevi la possibilità di pagare le tasse o perché il tuo commercialista ha sbagliato qualcosa o se, semplicemente, ti sei dimenticato o hai commesso qualche errore che l’Agenzia delle Entrate non ti ha perdonato, buone notizie in arrivo. Tra i tanti reati che non saranno più puniti per via dell’entrata in vigore del decreto legislativo [1] sull’archiviazione per tenuità del fatto ve ne rientrano alcuni che riguardano le condotte tenute nei confronti del fisco. Si tratta, in particolare, di quei reati tributari per i quali la legge [2] prevede sanzioni rientranti nella nuova forbice di non punibilità: ossia la pena pecuniaria e/o pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni.

Qualcuno potrebbe già storcere il naso. Si parla tanto di combattere l’evasione fiscale, prevedere pene più severe e non consentire margini di scappatoie… e invece il legislatore, da una mano toglie e dall’altra dà. Il “perdono giudiziale” e l’archiviazione del reato, infatti, potrebbe essere – conti alla mano – un incentivo a commettere condotte che, sotto l’aspetto patrimoniale, potrebbero oggi essere più convenienti alla luce delle minime conseguenze penali cui si va incontro.

Ecco, dunque, la lista dei reati che, dal 2 aprile scorso, non sono più soggetti ad alcuna pena pecuniaria o detentiva:

dichiarazione infedele, punito con la reclusione da uno a tre anni. La legge penale, come noto, punisce chi, al fine di evadere imposte dirette o Iva, indica in dichiarazione elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo o elementi passivi fittizi, quando, congiuntamente, l’imposta evasa supera i 50mila euro e l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, supera il 10% dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, è superiore a 2 milioni di euro;

omessa dichiarazione, punito con la reclusione da uno a tre anni. La legge punisce chi non presenta le dichiarazioni, quando l’imposta evasa supera i 30mila euro;

occultamento o distruzione di documenti contabili, punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni;

omesso versamento di ritenute certificate e di Iva, puniti con la reclusione da sei mesi a due anni;

indebita compensazione, punito con la reclusione da sei mesi a due anni;

– ipotesi non aggravata di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.

Restano invece esclusi dalla riforma, e quindi per essi continuerà ad applicarsi la regolare punizione, i seguenti reati:

dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture e altri documenti per operazioni inesistenti

dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici

– emissione di fatture per operazioni inesistenti

sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte nell’ipotesi aggravata.

note

[1] D.Lgs. n. 28 del 16 marzo 2015.

[2] D.lgs. n. 74/2000.

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. buongiorno a voi…..per capire….se io ho un debito verso il comune, tipo un imposta ici, di una somma intorno alle 6000 euro, ed e’ da tempo che dico loro che non ho possibilita’ di pagare, perché ho un reddito equivalente alla stessa cifra da pagare, se non pago non rischio niente? premetto che e’ la prima volta che ho questo tipo di problemi, ho sempre pagato tutto. grazie e cordiali saluti

  2. A livello penale non rischi niente , potrai avere fastidi sia dal Comune prima , che da Equitalia dopo .Ma con una rateazione lunga te la cavi per bene 🙂

  3. Prova a chiedere l’estinzione del debito a un giudice di pace in quanto non hai possibilità. DOvrai dimostrare che in effetti non hai possibilità

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