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Usucapione dei beni mobili

15 Aprile 2015
Usucapione dei beni mobili

La proprietà dei beni mobili si acquista con il possesso continuativo per dieci anni qualora il possesso sia stato acquistato in buona fede; se il possessore è in mala fede.

Se hai acquistato un bene da un soggetto che non era il proprietario o sulla base di un contratto nullo, che quindi, in base alla legge, non produce effetti, puoi ugualmente ritenerti proprietario del bene se, nel frattempo, sono trascorsi dieci anni di tempo. Scatta infatti, in questi casi, il cosiddetto usucapione sui beni mobili. Vediamo meglio di cosa si tratta.

La legge non prevede solo l’usucapione per i beni immobili, ma anche per quelli mobili come, per esempio, una bicicletta, un televisore, un divano, un libro, un computer, un telefonino, uno strumento musicale, ecc. In questa categoria non rientrano le auto e i motocicli che, invece, costituiscono un’autonoma specie di beni (cosiddetti beni mobili registrati).

Rispetto all’usucapione per i beni immobili, quello per i mobili è più breve: il termine, infatti, è di 10 anni (e non di 20).

In particolare, il codice civile [1] stabilisce che, se un soggetto non ha acquistato regolarmente la proprietà su un bene mobile, ne può ugualmente diventare titolare se:

– ne mantiene il possesso esclusivo per almeno 10 anni ininterrottamente;

– tale possesso viene esercitato pubblicamente e non in modo nascosto (si pensi, per esempio al caso di chi utilizzi un cellulare altrui al lavoro o con gli amici, pur sapendo che è stato rubato);

– egli sia in buona fede.

Invece, se il possessore è in mala fede, sono necessari 20 anni di possesso ininterrotto. Dunque, per esempio, chi si impossessi di un bene che sa essere di altri, e lo usi pubblicamente come se fosse proprio, ne diventa proprietario dopo 20 anni; se invece il soggetto lo ha acquistato da colui che credeva essere il proprietario (e invece era, per esempio, un ladro che ha venduto il frutto della refurtiva) allora sono sufficienti 10 anni.

L’usucapione sui beni mobili si giustifica nei casi in cui l’atto di trasferimento sia invalido, ossia quando:

– l’atto sia viziato (si pensi a un contratto di vendita nullo) oppure quando

– il soggetto cedente non sia l’effettivo proprietario del bene.

Così, matura l’usucapione sui beni mobili nel caso di un atto di vendita (che, in questi casi, potrebbe anche essere orale o realizzata attraverso un comportamento concludente) o una donazione che non possa produrre effetti per la nostra attuale legge.

Si mira, così a uniformare una situazione di fatto (il possesso del bene) a quella di diritto (la proprietà).


note

[1] Art. 1161 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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