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Indennità di accompagnamento: come funziona

7 Aprile 2015
Indennità di accompagnamento: come funziona

Per chi ha genitori o parenti disabili, siano essi anziani o giovani, ecco la procedura per richiedere l’accompagnamento.

L’indennità di accompagnamento [1] è una prestazione economica, pagata dall’Inps a chi, invalido civile al 100%, non è più in grado di deambulare, oppure ha necessità, per le sue esigenze personali, di una assistenza continua. Alla luce di quest’ultima precisazione, quindi, la giurisprudenza ha ritenuto di riconoscere il beneficio in commento anche in caso di malattie psichiche invalidanti, tali cioè da non consentire al malato di attendere alle proprie funzioni quotidiane della vita.

Ecco allora tutto quello che c’è da sapere su questa prestazione assistenziale.

REQUISITI

Il diritto a questa indennità non è condizionato né dall’età del richiedente, né dalla situazione economica personale o dell’eventuale matrimonio. Il diritto alla prestazione scatta, infatti, solo in presenza di uno stato di salute meritevole di questo riconoscimento. Dunque, si prescinde dal reddito e dalla presenza, in casa, del coniuge.

L’indennità, infatti, compete alle persone che abbiano ottenuto dalle commissioni mediche, previste dalla legge, il riconoscimento di una invalidità totale e permanente del 100%, accompagnata dall’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure dall’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita (mangiare, bere lavarsi) con la conseguente necessità di una assistenza continua (leggi “Indennità di accompagnamento anche per invalidità psichica”).

SOGGETTI

In aggiunta agli invalidi civili totali, l’indennità di accompagnamento spetta anche:

– ai ciechi civili assoluti, per i quali l’importo dell’indennità è maggiorato;

– ai bambini minorenni, incapaci di camminare senza l’aiuto di una persona e bisognosi di una assistenza continua;

– alle persone affette da morbo di Alzheimer e dalla sindrome di down;

– alle persone affette da epilessia, sia a coloro che subiscono attacchi quotidiani, sia a coloro che abbiano di tanto in tanto le cosiddette “crisi di assenza”.

Per ottenere la prestazione è necessario avere la cittadinanza italiana oppure essere un cittadino dell’U.E. residente in Italia. Hanno però diritto all’indennità anche i cittadini extracomunitari presenti in Italia, a condizione, però, che siano titolari della carta di soggiorno o di un permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno, e i minori iscritti nella loro carta di soggiorno o nel loro permesso di soggiorno.

L’indennità non è incompatibile con lo svolgimento di una attività lavorativa ed è concessa anche quando l’inabile abbia presentato la domanda per il riconoscimento dopo aver compiuto i 65 anni. In quest’ultima ipotesi, però, il diritto all’indennità è subordinato alla condizione che la persona abbia difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni dell’età: impossibilità alla deambulazione autonoma e mancanza assoluta di autosufficienza.

Non hanno diritto all’indennità di accompagnamento coloro che percepiscono indennità simili per causa di guerra, di lavoro o di servizio, ma è possibile scegliere il sussidio più conveniente.

L’importo dell’indennità di accompagnamento viene erogato in 12 mensilità e viene aggiornato ogni anno dal Ministero dell’Interno.

PROCEDURA

 

Dal 1° gennaio 2010 l’iter burocratico per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento si è semplificato anche per l’utilizzo delle procedure telematiche. La prima novità ha riguardato il certificato del medico curante, da allegare alla domanda di riconoscimento dell’invalidità: esso non è più cartaceo, ma solo telematico perché va compilato direttamente dal medico online sul sito internet dell’Inps.

Anche la domanda è telematica e va presentata, avvalendosi degli enti di patronato e delle associazioni degli invalidi, via internet direttamente all’Inps.

A questo punto, certificato e domanda si abbinano elettronicamente e sono inviate, sempre via internet, alla ASL dando immediatamente comunicazione all’interessato della data in cui si effettuerà la visita medica, che dovrebbe avvenire, per legge, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda per le visite ordinarie ed entro 15 giorni dalla presentazione della domanda in caso di patologia oncologica.

Anche la fase di accertamento sanitario è semplificata perché le commissioni ASL sono integrate da un medico dell’Inps, evitando così, in caso di pareri della commissione formulati a maggioranza, i tempi necessari per il passaggio della domanda alle vecchie commissioni mediche di verifica.

I riconoscimenti dell’invalidità espressi con giudizio unanime da parte delle commissioni ASL danno, infatti, il via immediato alla fase di pagamento della prestazione.

Tutto l’iter deve comunque perfezionarsi entro 120 giorni.

Anche se le loro condizioni fisiche o psichiche sono tali da far nascere potenzialmente il diritto all’indennità di accompagnamento, questa prestazione non può essere riconosciuta a coloro che:

– sono ricoverati gratuitamente in istituto con retta a totale carico dello Stato;

– percepiscono un’analoga indennità per invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro o di servizio, salvo il diritto di opzione per il trattamento più favorevole.

Una precisazione in più va data sul ricovero gratuito; con tale termine s’intende il ricovero con retta o mantenimento a totale carico di un ente pubblico, anche se a tale retta si aggiunga una contribuzione da parte di privati per ottenere un migliore trattamento.

Per questo motivo, l’indennità spetta quando il contributo della Pubblica Amministrazione copre solo un parte della retta di ricovero, mentre la differenza viene corrisposta da privati.

Per verificare che questa condizione sia rispettata, una vota ottenuta l’indennità, gli interessati devono ogni anno, entro il 31 marzo, inviare all’Inps una dichiarazione di responsabilità circa l’eventuale ricovero in casa di cura. In caso affermativo è necessario precisare se il ricovero medesimo è a carico dello Stato o a carico dell’invalido.


note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Mia mamma sta in una struttura privata,vorrei sapere in caso di ricovero quali sono le responsabilità della struttura visto che oltre la pensione si prende anche l accompagnamento. Come funziona?

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