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Prescrizione risarcimento per reati: decorrenza allargata

8 Aprile 2015
Prescrizione risarcimento per reati: decorrenza allargata

Il termine inizia a decorrere da quando l’illecito manifesta i suoi effetti e la vittima sa di essere tale.

Più tempo per chiedere il risarcimento dei danni all’autore di un reato. La Cassazione, infatti, ha stabilito, con una sentenza di ieri [1], che il termine per promuovere l’azione civile di indennizzo nei confronti del colpevole non inizia a decorrere dal giorno in cui è stato commesso il fatto illecito, bensì da quando esso comincia a manifestare i suoi effetti all’esterno e, quindi, da quando la vittima ne ha preso conoscenza (attenzione: da non confondere con il termine entro cui sporgere la querela alle autorità per l’avvio, invece, del processo penale).

La prescrizione dell’illecito extracontrattuale

Il risarcimento del danno per un fatto che non trova la sua causa in un contratto, ma in una condotta illecita estranea a qualsiasi vincolo negoziale tra le parti (cosiddetto illecito extracontrattuale), può essere esercitata entro cinque anni (a differenza della violazione di un accordo contrattuale che, invece, ha un termine di scadenza più lungo, pari a 10 anni).

Conta il momento in cui la vittima percepisce di essere tale

Ebbene, secondo la sentenza in commento, la prescrizione della possibilità di ricorrere al giudice civile per ottenere l’indennizzo comincia a decorrere solo dal giorno in cui “il diritto può essere fatto valere” [2]. In sostanza, non è corretto far decorrere la prescrizione del diritto al risarcimento del danno dal fatto illecito in sé e per sé (fatto, cioè, che ha prodotto il danno), ma è necessario considerare piuttosto il giorno in cui il danno stesso si manifesta all’esterno. Il che, peraltro, è sempre stato l’orientamento manifestato in passato dalla Suprema Corte [2].

Tale principio – che peraltro ha sempre trovato, in passato, l’avvallo della Suprema Corte [2] – vale sia per la responsabilità contrattuale che per quella extracontrattuale: in entrambi i casi, dunque, il termine inizia a decorrere non già dal momento in cui il fatto del terzo viene a ledere l’altrui diritto, bensì dal momento in cui la produzione del danno si manifesta all’esterno divenendo oggettivamente percepibile e riconoscibile.


note

[1] Cass. sent. n. 6921/2015 del 7.04.2015.

[2] Art. 2935 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 12666/2003; n. 9927/2000; n. 8845/1995.

Autore immagine: 123rf com


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