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Bonus fiscale per acquisto mobili ed elettrodomestici: esempi (1ma parte)

8 Aprile 2015 | Autore:
Bonus fiscale per acquisto mobili ed elettrodomestici: esempi (1ma parte)

Lavori in casa, ristrutturazioni, manutenzione, restauro e acquisto di mobili: detrazioni e disciplina.

Il bonus fiscale istituito dalla legge per favorire l’acquisto di determinate tipologie di mobili e di grandi elettrodomestici è ormai giunto al secondo anno di operatività e nei suoi meccanismi operativi è stato senza dubbio ben illustrato da molti commentatori. Tuttavia può essere di interesse spendere qualche riga per approfondire alcuni temi rimasti un poco a margine quali, ad esempio, l’esemplificazione di quali siano gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto al Bonus Mobili e fornire, di conseguenze, una casistica ragionata in materia di applicazione del Bonus. In estrema sintesi sono interventi agevolabili quelli che rientrano nelle seguenti categorie:

Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia sulle singole unità immobiliari.

Manutenzione straordinaria (ad esempio ristrutturazione del bagno, sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso, realizzazione di recinzioni esterne);

Restauro e risanamento conservativo effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali (ad esempio l’adeguamento delle altezze del solaio);

Ristrutturazione edilizia sulle singole unità immobiliari (ad esempio apertura di nuove porte o finestre oppure la realizzazione di una mansarda o di un balcone oppure la trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda);

– Interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, sempre che sia stato dichiarato lo stato d’emergenza;

– Interventi di restauro e di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile. Ne consegue che, ad esempio, una giovane coppia che compra un appartamento ristrutturato da una cooperativa può usufruire del bonus mobili per l’arredamento del medesimo.

Ecco un esempio di casi che potrebbero essere interessanti onde dipanare ogni dubbio in merito a questa articolata materia.

Acquistando arredi per una casa di nuova costruzione, si matura il diritto ad usufruire del “Bonus Mobili”?

No, in quanto manca il rispetto del vincolo fonda mentale costituito dalla ristrutturazione edilizia.

 

Facendo eseguire lavori in casa per il miglioramento delle prestazione energetiche (detrazione fiscale del 65%) si ha diritto ad usufruire del Bonus Mobili?

No, con questo tipo di agevolazione non è consentito accedere al “Bonus Mobili”. Anche se l’Agenzia delle Entrate [1] considera assimilabili ad interventi di manutenzione straordinaria anche gli interventi di carattere innovativo “di natura edilizia od impiantistica finalizzati a mantenere in efficienza ed adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole unità immobiliari resta in ogni caso inteso che gli interventi finalizzati al risparmio energetico, che beneficiano della maggiore detrazione del 65%, non possono costituire presupposto per fruire della detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici”.

 

Se si installano sistemi finalizzati all’incremento della sicurezza domestica, (come allarmi, porte blindate, grate alle finestre, spioncini alla porta di ingresso, sensori di movimento, di vetri anti-infortunio, corrimani, ecc.), si ha diritto a godere del “Bonus Mobili”?

No. Alla luce delle restrittive indicazioni emanate dall’Agenzia delle Entrate [2] tali interventi non rientrano in quelli agevolabili.

 

Il Ritinteggio delle pareti di casa da diritto al “Bonus Mobili”?

No, gli interventi di ritinteggiatura delle pareti interne dell’alloggio costituiscono lavori di ordinaria manutenzione e quindi non rientrano tra quelli che danno diritto al Bonus Mobili per godere del quale devono essere effettuati almeno interventi di manutenzione straordinaria (peraltro i lavori di ritinteggiatura delle pareti interne dell’immobile di proprietà non danno nemmeno diritto ad usufruire del bonus IRPEF per i lavori di recupero edilizio – [3]).

 

Se si provvede alla sostituzione dei sanitari si ha diritto ad usufruire del “Bonus Mobili”?

No, se l’intervento è consistito nella mera sostituzione di sanitari usati con sanitari nuovi in quanto l’intervento concretizza il caso di manutenzione straordinaria. Sì, se la sostituzione è stata effettuata nell’ambito di interventi consistenti anche nel rifacimento degli impianti.

 

Sono stati rifatti i pavimenti dell’alloggio. Si ha diritto al “Bonus Mobili”?

No, se si è trattato di una mera sostituzione di pavimenti usati con pavimenti nuovi in quanto tali lavori configurano una mera manutenzione ordinaria. Sì, se la sostituzione è stata effettuata nell’ambito di un più ampio intervento di ristrutturazione comprendente anche il rifacimento degli impianti elettrico, idrico, di riscaldamento o del gas (peraltro la semplice sostituzione dei pavimenti non permette nemmeno di usufruire delle agevolazioni per gli interventi di recupero edilizio).

 

Si sono sostituiti gli infissi esterni, i serramenti o le persiane con altri aventi caratteristiche migliorative: si ha diritto al “Bonus Mobili”?

Sì, tali interventi rientrano tra quelli agevolabili in quanto costituiscono manutenzione straordinaria se la sostituzione avviene con altri del medesimo tipo o ristrutturazione edilizia se i serramenti in sostituzione sono di tipologia diversa rispetto a quelli che sono stati sostituiti.

 

Realizzando un box pertinenziale ad un immobile residenziale si ha diritto al Bonus Mobili?

No, l’Agenzia delle Entrate [4] ha chiarito che tale intervento non rientra tra quelli in conseguenza dei quali si può godere delle agevolazioni in quanto la fruizione delle stesse è condizionata alla realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria (esclusivamente nel caso di interventi sulle parti comuni di edifici prevalentemente residenziali), manutenzione straordinaria (su ogni tipo di immobile ad uso prevalentemente – se si tratta di condomini – residenziale), ristrutturazione edilizia, recupero e restauro conservativo. La realizzazione di un garage pertinenziale realizza un intervento di nuova costruzione e pertanto, pur essendo di per sé agevolato ai fini IRPEF non consente di usufruire anche dell’agevolazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

 

Un condominio ha eseguito lavori di recupero delle parti comuni, che sono stati pagati pro-quota secondo i millesimi da tutti i condomini: il singolo condomino ha diritto al “Bonus Mobili” per gli arredi acquistati per la propria unità immobiliare?

No, le spese per manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia eseguiti su parti comuni danno diritto all’agevolazione, pro-quota, ai singoli proprietari solo per i mobili destinati all’arredo di tali parti comuni, quali – a mero titolo di esempio – arredo dell’alloggio del portiere, illuminazione degli spazi comuni, arredi di sale condominiali, arredi per i locali lavanderia.

 

Un condominio ha eseguito interventi di manutenzione ordinaria delle parti comuni, che sono stati pagati pro-quota millesimale da tutti i condomini. Lo stesso condominio deve ora provvedere all’acquisto di arredi o apparecchi di illuminazione per le parti comuni (sale condominiali, locali lavanderie, alloggio del portiere, illuminazione scale, ecc.). I condomini hanno diritto al “Bonus Mobili”?

Sì, nel caso di lavori di ordinaria manutenzione effettuati sulle parti comuni del condominio è possibile godere dell’agevolazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici. L’agevolazione, del controvalore di 10.000 euro da detrarsi dalle dichiarazione dei redditi dei condomini sarà ripartita pro-quota millesimale su ciascuna unità immobiliare facente parte del condominio a patto che le spese siano effettivamente state finalizzate per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici installati nelle parti comuni del condominio anche se non sono state quelle direttamente oggetto dei lavori di manutenzione. In considerazione del fatto che l’alloggio del portiere viene considerato parte comune anche i mobili ivi collocati potranno godere dell’agevolazione. Valgono per la fattispecie in esame le medesime altre condizioni che devono essere rispettate nel caso dei mobili da collocare all’interno di singoli alloggi oggetto di interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, recupero o restauro conservativo, ovvero devono essere state sostenute con mezzi tracciabili (bonifici bancari o postali parlanti), cui, nel caso di specie si aggiungono anche carte di credito e di debito e devono essere contabilizzate con il criterio di cassa (la detrazione sarà usufruita a partire dalla dichiarazione dei redditi dell’anno in cui sono stati eseguiti i bonifici o i pagamenti).

 

Un contribuente che ha già usufruito delle detrazioni IRPEF previste per gli interventi di recupero di immobili residenziali può utilizzare le detrazioni previste per agevolare l’acquisto di mobili?

La risposta al quesito è affermativa. Le agevolazioni per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici [5] sono state confermateo, per un altro anno. In proposito, tuttavia, facendo riferimento a quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate [6], è opportuno sottolineare come solo alcuni lavori siano ricompresi nel perimetro di applicazione del beneficio e precisamente:

– interventi di manutenzione ordinaria/straordinaria,

– interventi di restauro e risanamento conservativo,

– interventi di ristrutturazione edilizia,

– interventi di ricostruzione o ripristino dell’immobile a seguito di eventi calamitosi.

Da quanto sopra esposto deriva che qualunque intervento che non rientri in questa ristretta classificazione, pur avendo diritto di per sé alla detrazione ai fini IRPEF del 50% sulle spese di realizzazione, non dà comunque diritto all’ulteriore sconto sull’arredo. Per il resto, tornando la quesito posto, sono confermate tutte le precedenti condizioni. Il bonus ha quindi un importo complessivo di 10.000 euro per immobile oggetto degli interventi di cui sopra e può essere riconosciuto, a prescindere dall’importo dei costi sostenuti per l’esecuzione dei lavori di recupero, a tutti coloro che godono della detrazione per ristrutturazione.

 

Avendo effettuato lavori di ristrutturazione edilizia nel bagno ristrutturato è possibile acquistare la cucina o il divano con il “Bonus Mobili”?

Sì, è possibile in quanto non deve esserci una necesaria correlazione tra l’ambiente oggetto dei lavori di ristrutturazione e gli arredi acquistati, purché siano riferiti alla medesima unità immobiliare.

 

Come è possibile dimostrare che si sono eseguitio lavori di recupero del patrimonio edilizio?
Nel caso in cui i lavori eseguiti necessitino di DIA, SCIA o CIL è necessario conservare ai fini della detrazione, oltre ai documenti che attestino l’avvenuto pagamento dei lavori, anche tale documentazione. Nel caso in cui, invece, i lavori che sono stati eseguiti non abbiano richiesto la produzione di documenti a livello burocratico-amministrativo (è, ad esempio il caso dei lavori di manutenzione ordinaria) è necessario conservare, ai fini della detrazione, oltre ai documenti che attestino l’avvenuto pagamento dei lavori secondo le modalità richieste, anche una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui sia indicata la data di inizio dei lavori e venga attestato che gli interventi che sono stati realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

 

Sono stati eseguiti interventi di recupero del patrimonio edilizio su più unità immobiliari intestate alla stessa persona: ha diritto al “Bonus Mobili” per ciascuna di esse?

Sì, nel caso di specie si ha diritto alla detrazione fiscale per l’acquisto di arredi fino a 10.000 euro, per ciascuna unità immobiliare che è stata oggetto di una delle tipologie di intervento che danno diritto a fruire della detrazione IRPEF per il redupero del patrimonio immobiliare residenziale esistente.

 

L’importo portato in detrazione per il “Bonus Mobili” può essere superiore all’importo portato in detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio?

Sì, la spesa sostenuta per l’acquisto degli arredi può anche essere superiore alla spesa che è stata sostenuta per la riqualificazione dell’immobile, purché entro il massimale di 10.000 euro.

PER LA SECONDA PARTE DELL’ARTICOLO LEGGI: “BONUS FISCALE PER ACQUISTO MOBILI ED ELETTRODOMESTICI (2NDA PARTE)”

note

[1] Circolare n. 11 dell’Agenzia delle Entrate 21 maggio 2014 “Questioni interpretative in materia di IRPEF prospettate dal Coordinamento Nazionale dei Centri di Assistenza Fiscale e da altri soggetti” secondo cui “A tal proposito con circolare n.29 del 2013, paragrafo 3.1., è stato precisato che “i soggetti che possono avvalersi del beneficio fiscale sono (…) i contribuenti che (…) fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis con la maggiore aliquota del 50% e con il maggior limite di 96.000 euro di spese ammissibili”.

[2] Si veda in proposito la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 29/E del 18 settembre 2013.

[3] Si veda in proposito quanto stabilito all’articolo 16-bis TUIR.

[4] Si veda in proposito la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 11/E del 21 maggio 2014 “Questioni interpretative in materia di IRPEF prospettate dal Coordinamento Nazionale dei Centri di Assistenza Fiscale e da altri soggetti” secondo cui “si fa presente che la scrivente, già con circolare n. 35/E del 16 luglio 2009, nel fornire chiarimenti in relazione ad analoga agevolazione introdotta, per un periodo di tempo limitato, nel 2009, aveva escluso che il beneficio connesso all’acquisto dei mobili spettasse in caso di costruzione di box pertinenziali”.

[5] Legge 23 dicembre 2014, n. 190, pubblicata in Gazzetta Ufficiale 29 dicembre 2014, n. 300.

[6] Circolare 29/E emanata dall’Agenzia delle Entrate il 18 settembre 2013 e Circolare 29/E del 18 settembre 2013, al paragrafo 3.2.

Autore immagine: 123rf com


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