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Bonus fiscale per acquisto mobili ed elettrodomestici: casi pratici (2nda parte)

8 Aprile 2015 | Autore:
Bonus fiscale per acquisto mobili ed elettrodomestici: casi pratici (2nda parte)

Lavori in casa, ristrutturazioni, manutenzione, restauro e acquisto di mobili: detrazioni e disciplina.

Prosegue la carrellata di esempi e casistica relativa al bonus ristrutturazioni. Per la prima parte della guida leggi l’articolo “Bonus fiscale per acquisto mobili ed elettrodomestici: esempi (1ma parte)”.

Su quale arco temporale è valida l’agevolazione fiscale del “Bonus Mobili”?

Le spese per grandi elettrodomestici (attenzione che nel caso dei frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, affinché l’acquisto sia agevolabile, occorre la loro collocazione in categoria energetica A+, mentre per i forni è sufficiente la categoria energetica A) arredi, apparecchi di illuminazione, materassi, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, eccetera devono essere sostenute nel periodo compreso tra il 6 giugno 2013 ed il 31 dicembre 2015 [1]. Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni, di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

In quale periodo devono essere stati effettuati i lavori di recupero del patrimonio edilizio necessari per poter fruire dell’agevolazione del “Bonus Mobili”?

L’agevolazione è entrata in vigore a partire dal 6 giugno 2013 ed ha validità sino al 31 dicembre 2015. Va tenuto conto che il provvedimento agevolativo in materia di grandi elettrodomestici e mobili è collegato a quello relativo alle agevolazioni per gli interventi di recupero del patrimonio immobiliare residenziale esistente (nel senso che è necessario avere effettuato interventi di recupero agevolati per poter usufruire della detrazione per l’acquisto di elettrodomestici e mobili). La data a partire dalla quale devono essere stati posti in essere i lavori di recupero che autorizzano la detrazione per l’acquisto di mobili è il 26 giugno 2012. Per ottenere il bonus è tuttavia necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile. Per quanto riguarda l’individuazione del momento di effettuazione dei pagamenti relativi all’acquisto dei mobili è importante tenere presente che per il provvedimento in parola vige il principio di cassa ovvero quello in cui viene effettivamente effettuato il pagamento che deve ricadere all’interno della data del 31 dicembre 2015, a prescindere dal momento della consegna dei beni acquistati.

La data di inizio dei lavori di recupero del patrimonio edilizio deve essere antecedente quella di acquisto degli arredi?

Sì. La stessa Agenzia delle Entrate è intervenuta in materia, sottolineando che per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile. La data di avvio dei lavori può essere dimostrata da eventuali abilitazioni amministrative, dalla comunicazione preventiva all’Asl, se è obbligatoria. Per gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Quali sono i beni che possono godere dell’agevolazione “Bonus Mobili”?

Può godere dell’agevolazione in parola (consistente nella detraibilità dall’IRPEF dovuta dal contribuente del 50% di quanto speso, calcolata su di un monte massimo di 10.000 euro e spalmata in dieci rate annue di pari importo) l’acquisto di mobili nuovi di tutte le tipologie (ad esempio letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, cucine, mobili per bagno, arredi per esterno); sono inoltre agevolabili gli acquisti di apparecchi per illuminazione (ad esempio, lampade, lampadari, appliques…) e di materassi. Rientrano nelle possibilità di agevolazione anche gli acquisti di grandi elettrodomestici nuovi di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni.

I mobili su misura godono dell’agevolazione “Bonus Mobili”?

Sì. rientrano nelle possibilità di agevolazione anche i mobili realizzati su misura nonché quelli acquistati all’estero ed attraverso vendite a distanza (ad esempio se acquistati su Internet) è sufficiente che il pagamento avvenga mediante una delle metodologie accettata dall’Agenzia delle Entrate ovvero assegno bancario o postale “parlante” (deve riportare l’indicazione della norma di legge di riferimento che istituisce l’agevolazione, il codice fiscale di chi lo emette e del beneficiario – normalmente le banche si sono dotate di moduli appositi-) oppure con carta di credito o di debito (bancomat o carte prepagate).

I mobili usati o di antiquariato godono dell’agevolazione “Bonus Mobili”?

No, i mobili usati o di antiquariato non sono agevolabili. L’agevolazione cita chiaramente la necessità di acquistare mobili nuovi [2].

La sostituzione della parte usurata di un mobile autorizza ad usufruire del “Bonus Mobili”?

No, l’intervento non è agevolabile. L’agevolazione spetta solo nel caso di acquisto di mobili o elettrodomestici nuovi. Non viene agevolato nemmeno l’acquisto di mobili, ancorché nuovi, da soggetti privati essendo richieste, tra la documentazione da conservare ed esibire a fronte di eventuale attività di verifica e controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, le fatture di acquisto.

Quali beni sono esclusi dal Bonus Mobili?

Non consentono di usufruire dell’agevolazione per l’acquisto di elettrodomestici e mobilia gli acquisti di porte, di pavimentazioni, di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo (tappeti, tessili per la casa, cornici, oggettistica ecc.). Sono esclusi dall’agevolazione anche gli acquisti di televisori, stereo ed accessori nonché di computer. Ovviamente sono esclusi anche i grandi elettrodomestici, di classe energetica inferiore alla A+, nonché A per i forni.

Il trasporto ed il montaggio di arredi ed elettrodomestici è agevolabile dal Bonus Mobili?

Sì, nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati. Ciò che conta è che anche tali spese siano sostenute con le stesse modalità di pagamento previste per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

L’acquisto di arredi o elettrodomestici all’estero è agevolabile?

Le spese sostenute per l’acquisto di elettrodomestici e mobilia all’estero è certamente agevolabile. Le spese dovranno essere comunque certificate attraverso opportuna documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione, di pagamento tramite carta di credito o bancomat, documentazione di addebito su conto corrente), così come le fatture di acquisto dei beni con la usuale specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti. Se il destinatario del bonifico è un soggetto non residente e non dispone di un conto corrente italiano, il pagamento dovrà essere eseguito attraverso un ordinario bonifico internazionale (bancario o postale) e dovrà riportare il codice fiscale del beneficiario del Bonus Mobili, la causale del versamento e il codice identificativo del fornitore, eventualmente attribuito dal paese estero. La ricevuta del bonifico dovrà essere conservata unitamente agli altri documenti richiesti, per essere esibita in sede di controllo.

Come devono essere pagati gli arredi affinché sia possibile riconoscere il “Bonus Mobili”?

Con il bonifico “parlante” oppure, come da recente chiarimento dell’Agenzia delle Entrate, saranno accettati anche pagamenti effettuati con Carta di Credito o Bancomat. Il bonifico è detto “parlante” quando evidenzia la normativa di riferimento quale causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il codice fiscale o il numero di partita iva del fornitore.

È possibile pagare almeno in parte con assegni oppure in contanti?

No, gli acquisti pagati in questo modo non potranno godere dell’agevolazione “Bonus Mobili”.

Sono stati acquistati arredi il cui pagamento sta avvenendo a rate. Sussiste il diritto al “Bonus Mobili”?

Se la finanziaria paga interamente con bonifico il venditore, riportando gli elementi obbligatori del bonifico parlante, è possibile godere dell’agevolazione anche del “Bonus Mobili” così come delle agevolazioni per le ristrutturazioni nel caso in cui il contribuente si sia finanziato attraverso un mutuo. L’Agenzia delle Entrate [3] conferma tale possibilità, specificando che il contribuente potrà godere dell’incentivo “Bonus Mobili” nel momento in cui la finanziaria che ha concesso il finanziamento, paghi il corrispettivo al fornitore degli arredi con un bonifico bancario o postale recante tutti i dati previsti dalle disposizioni di riferimento (bonifico cosiddetto “parlante”) in modo da consentire alle banche o a Poste Italiane di operare la ritenuta dell’8% prevista dalla legge.

Il contribuente dovrà avere copia di tale bonifico, a riprova dell’avvenuto pagamento.

Nel caso di pagamento con carta di credito o bancomat, quali documenti sono necessari per ottenere il “Bonus Mobili”?

In caso di pagamento con carta di credito o bancomat, occorre farsi rilasciare scontrino fiscale riportante l’indicazione della natura, qualità e quantità del bene acquistato e, preferibilmente, il codice fiscale dell’acquirente. Saranno comunque considerati validi ai fini dell’ottenimento del “Bonus Mobili” anche gli scontrini fiscali senza il codice fiscale dell’acquirente, purché riportanti i dati dell’esercente e natura qualità e quantità dei beni acquistati.


note

Autore immagine: 123rf com


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