Diritto e Fisco | Articoli

La donna che fa credere al partner che il figlio sia suo lo deve risarcire

8 Aprile 2015
La donna che fa credere al partner che il figlio sia suo lo deve risarcire

Risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale a colei che induce il compagno a riconoscere il bambino perché ritiene di essere il padre biologico.

La donna che spinge un uomo a ritenere che il figlio sia proprio, e in forza di ciò a riconoscerlo, mentre invece è il frutto di un’altra relazione, deve poi risarcirgli (non appena la verità affiora a galla) il danno patrimoniale e quello non patrimoniale.

Ciò vale tanto se la coppia è sposata quanto nell’ipotesi in cui si tratti di una semplice convivenza di fatto, per la quale, come noto, non esiste l’obbligo di fedeltà imposto dal codice civile, invece, a chi è unito dal vincolo del matrimonio.

Lo ha messo nero su bianco il Tribunale di Firenze in una recente sentenza [1].

In particolare, scatta la responsabilità a carico di colei che rafforza nel proprio partner la convinzione di essere lui il padre biologico della bambina. Questi, dunque, ha un tutto il diritto di chiedere il risarcimento per il:

danno patrimoniale, ossia per tutte le spese sostenute per il mantenimento del piccolo nel corso della sua vita, per farlo crescere e non fargli mancare nulla;

danno non patrimoniale, per la disillusione nell’apprendere di non essere il vero padre biologico del bambino su cui ha compiuto un più che legittimo “investimento emotivo” (nel caso di specie sono stati liquidati 5mila euro).

Attenzione però: la responsabilità per la donna non scatta per il solo fatto di aver avuto una relazione con un altro uomo (condotta che, come detto, non è sanzionata nel caso di coppia non sposata), bensì per aver violato il basilare principio di correttezza e buona fede, ossia per aver nascosto al partner il rapporto sessuale con l’altro amante, facendogli così credere di essere il padre biologico della bambina.

note

[1] Trib. Firenze, sent. n. 280/2015.

Autore immagine: 123rf com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube