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Reclamo cautelare: è obbligatorio il deposito telematico?

8 Aprile 2015 | Autore:
Reclamo cautelare: è obbligatorio il deposito telematico?

Reclamo cautelare: secondo il Tribunale di Asti è ammissibile il deposito cartaceo, secondo quello di Torino è obbligatorio il deposito telematico.

 

Secondo una recente ordinanza del Tribunale di Asti [1] il ricorso per reclamo contro un provvedimento cautelare è un atto introduttivo del giudizio e come tale consente alle parti di scegliere tra il deposito telematico o quello cartaceo.

Per i giudici di Asti il reclamo cautelare introduce un nuovo procedimento ed è quindi da considerarsi tra gli atti introduttivi ancora depositabili in forma cartacea (e non endoprocessuali per i quali è invece obbligatorio il deposito telematico a pena di inammissibilità).

La legge [2] prevede infatti che devono depositarsi telematicamente gli atti processuali delle parti già costituite. È pur vero che il reclamo può essere presentato da parte già costituita nel giudizio cautelare ma si tratta di un processo diverso rispetto al quale quello di reclamo è caratterizzato da autonomia.

Difatti il ricorso per reclamo introduce un procedimento nuovo e distinto dal precedente, con la finalità di ottenere una nuova decisione sulla domanda cautelare e di sostituire il provvedimento impugnato.

Esso implica la costituzione del reclamante, la fissazione di una prima udienza, la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza alla controparte.

Ne deriva che le parti, in base alla nuova normativa, hanno la libertà di scegliere se depositare telematicamente o in forma cartacea il reclamo.

In ogni caso, secondo i giudici di Asti, anche qualora si dovesse qualificare l’atto di reclamo come proveniente da parte già costituita, il relativo deposito cartaceo sarebbe comunque ammissibile in virtù dei principi di libertà delle forme e del raggiungimento dello scopo.

Di diverso avviso è stato poco tempo fa il Tribunale di Torino [3] secondo il quale l’atto di reclamo, proprio perché proviene da parte già costituita, è atto endoprocedimentale e come tale, per essere ammissibile, deve essere depositato telematicamente.

Secondo i giudici torinesi la costituzione nel giudizio cautelare vale anche per quello di reclamo in quanto il reclamo è volto proprio a sostituire il provvedimento cautelare già emanato dal giudice nella fase precedente.

Si tratterebbe in altri termini di due fasi collegate, entrambe funzionali all’eventuale giudizio di merito. È come se il reclamo rappresentasse una continuazione del giudizio cautelare e pertanto il ricorso deve considerarsi atto endoprocessuale.

Sempre secondo il Tribunale di Torino non rileverebbe il fatto che i due procedimenti hanno due numeri di ruolo diversi (in quanto ciò discenderebbe da mere esigenze organizzative), né che servono due diversi contributi unificati (circostanza che rileverebbe solo a fini tributari e non processuali).

Allo stato vi è dunque una differenza di vedute sulla natura del ricorso per reclamo. Se lo si considera atto introduttivo di un giudizio a sè stante rispetto a quello cautelare, allora è possibile scegliere tra deposito telematico o cartaceo senza alcuna sanzione di inammissibilità.

Se invece lo si considera atto endoprocedimentale di parte già costituitasi nella fase strettamente collegata del cautelare, allora è indispensabile il deposito telematico ai fini dell’ammissibilità del ricorso.

Tribunale che vai, usanza che trovi. Nel dubbio, meglio optare per il deposito telematico ed evitare così eccezioni di inammissibilità.


note

[1] Trib. Asti ord. Del 23.3.15.

[2] Art. 16 bis D.L. 179/13: “…il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite ha luogo esclusivamente con modalità telematiche, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici”.

[3] Trib. Torino del 6.3.15.

Autore immagine: 123rf com


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