Diritto e Fisco | Articoli

Le notifiche fiscali si fanno all’indirizzo in dichiarazione redditi

9 Aprile 2015
Le notifiche fiscali si fanno all’indirizzo in dichiarazione redditi

Il domicilio fiscale indicato dal contribuente nella dichiarazione dei redditi costituisce atto idoneo a render noto all’amministrazione il recapito per effettuare le notifiche.

Attenzione all’indirizzo che indicate sulla dichiarazione dei redditi, perché da quel momento tutte le notifiche che vi dovrà inviare il fisco verranno effettuate in quel luogo e non in altri. Inutile, quindi, contestare l’omessa notifica (e, quindi, la sua illegittimità) se, nel frattempo, il contribuente ha cambiato il domicilio senza però rimuovere, dalla vecchia cassetta della posta, il suo nominativo. È questa la sintesi di una recente sentenza della Cassazione [1].

La legge [2] prevede che per la distribuzione della posta, il cittadino deve installare, a proprie spese, una cassetta accessibile al portalettere, sulla quale sia ben visibile l’indicazione del suo nome o di chi ne fa uso. Per un obbligo generale di buona fede e affidamento, in caso di mutamento del domicilio, l’intestatario deve anche rimuovere il proprio nome dalla cassetta, altrimenti ingenera negli altri la legittima presunzione di continuare a vivere presso il suddetto indirizzo. Se non lo fa, quindi, la notifica al vecchio domicilio, non comunicata alle autorità, resta valida.

Così, per ritenere nulla la notifica al vecchio indirizzo, il contribuente deve riuscire a dimostrare che, nel luogo dell’eseguita notifica postale, in realtà non è presente alcun recapito (dimora, domicilio e altro) e nessuna cassetta intestata a suo nome. Insomma, deve riuscire a dimostrare che la sua assenza nell’abitazione, per come dichiarata dal postino, non era “temporanea” ma definitiva. Se non lo fa, la notifica al vecchio indirizzo per “compiuta giacenza” presso l’ufficio postale si considera valida.

In ogni caso, la legge [3] stabilisce che, se assente all’indirizzo indicato, il destinatario e le altre persone autorizzate a ricevere l’invio possono ritirarlo presso l’ufficio postale di distribuzione, entro i termini di giacenza.

Fermi restando questi principi, il contribuente è certamente legittimato a variare il proprio domicilio, ma il tutto va effettuato in buona fede e avendo cura di far in modo di non far credere agli altri, invece, che l’indirizzo non è mutato, sfruttando a proprio vantaggio tale situazione di incertezza.


note

[1] Cass. sent. n. 6959/2015.

[2] DM 9 aprile 2001 n. 45.

[3] DM 9 aprile 2001 n. 32.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. la sentenza n. 6959/2015 della cassaz non risulta in banche dati – è corretto il nr? Grazie

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube