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Condono fiscale 2015: il regalo agli evasori

9 Aprile 2015
Condono fiscale 2015: il regalo agli evasori

Evasione fiscale: nelle pieghe del Def le norme che salvano chi non ha pagato le tasse.

Come già avevamo anticipato anzitempo in “Condono fiscale 2015”, la sanatoria per il mancato pagamento delle tasse ci sarà. E a confermare i rumors è stato, stamattina, il quotidiano “Il Fatto Quotidiano”.

Ricordate il “Salva Berlusconi”? La scorsa vigilia di Natale il Governo aveva provato a inserire nella legge di Stabilità una norma che salvava dalle sanzioni chi avesse evaso o frodato il fisco al di sotto della soglia del 3% del reddito imponibile dichiarato. La norma, però, fu prontamente ritirata appena ci si accorse che avrebbe cancellato la condanna per frode fiscale di Silvio Berlusconi.

Oggi, però, l’esecutivo ci ritenta e inserisce qualcosa di molto simile nel Programma nazionale di Riforma, allegato al Def (Documento di economia e finanza) che dovrebbe passare al vaglio definitivo già domani. In pratica, si stabilisce una “mano leggera” nei confronti degli evasori e di chi ha debiti con Equitalia.

In pratica – si legge nel documento – il Governo interverrà nuovamente sulle “sanzioni penali” connesse all’evasione fiscale, ridefinendo il “rapporto tra gravità dei comportamenti e sanzioni comminate secondo un criterio più stretto di proporzionalità, nello spirito originario che aveva ispirato il decreto”. Nella iniziale proposta di fine 2014, le soglie massime di non punibilità per l’evasione di tasse e IVA erano state triplicate, portandole da 50 a 150 mila euro. Ciò sarebbe da solo bastato ad archiviare un processo su tre e di altrettanti fascicoli ancora aperti presso le Procure. Ed è da qui che si vorrebbe ripartire oggi, oltre alla sostanziale definizione del concetto di abuso di diritto (cioè quelle operazioni che, pur nel rispetto formale delle norme comportano indebiti vantaggi fiscali per le imprese) che verrebbe “depenalizzato” insieme all’elusione fiscale.

Capitolo caldo è anche quello dei tempi di accertamento. In base all’attuale legge, il fisco ha quattro anni per perseguire gli evasori; tuttavia, se è stata presentata una denuncia penale (e, quindi, nel caso in cui all’evasione si accompagni anche il reato) tale termine raddoppia. Invece, nel Def si legge però che questa va presentata entro i quattro anni, altrimenti decade tutto. Una norma che spaventa l’Agenzia delle Entrate e che il decreto di Natale applicava addirittura anche ai procedimenti in corso, ricorda Italia Oggi nell’articolo di stamattina.


note

Autore immagine: 123rf com


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