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Occupazione abusiva di case e appartamenti: cos’è e come difendersi

9 Aprile 2015 | Autore:
Occupazione abusiva di case e appartamenti: cos’è e come difendersi

L’invasione di edifici è un fenomeno che da tempo riguarda il nostro paese: cerchiamo di capire in cosa consiste e con quali strumenti è possibile difenderci.

 

L’occupazione abusiva di edifici consiste nella condotta da parte di chi decide di invadere la proprietà altrui, stabilendosi all’interno di essa senza averne alcun titolo al fine di trarne un’utilità o un vantaggio. Il tratto distintivo di questo tipo di comportamento risiede nell’arbitrarietà con cui l’occupante decide di insediare la propria dimora in uno spazio che non gli appartiene.

Occupazione abusiva: tutela civile 

 I rimedi a favore del cittadino per poter ristabilire il possesso dei propri beni sono sia di tipo civile che penale. In particolare, con una causa di tipo civile è possibile attivarsi promuovendo le cosiddette azioni petitorie, ossia quelle a difesa del legittimo titolare dell’immobile occupato. Ad esempio, attraverso l’azione di rivendicazione [1] si domanda la restituzione del bene occupato quando chi vi si è insediato non aveva, dall’origine, alcun titolo per risiedere nell’immobile.

Nel caso in cui invece l’occupante avesse inizialmente diritto a godere del bene, diritto che poi è venuto meno, come nel caso di un contratto di affitto scaduto, per ottenere la liberazione dell’edificio occorrerà proporre una domanda di restituzione oppure, nel caso di finita locazione, lo sfratto [2].

Occupazione abusiva: tutela penale 

In ambito penale, nel momento stesso in cui un individuo si introduce per poi occupare un’area che non gli appartiene si verificano diverse ipotesi di reato: innanzitutto l’invasione di terreni o edifici, nonché il furto, il danneggiamento e la violazione di domicilio [3].

Il cittadino che lamenti una violazione dei suoi diritti potrà presentare una querela presso la Procura della Repubblica, chiedendo un intervento della polizia giudiziaria per ottenere il rilascio dell’immobile. Nel caso in cui l’invasione sia in corso e quindi ci si trovi in flagranza di reato, la polizia ha l’obbligo di intervenire senza dover attendere un provvedimento del magistrato.

È importante precisare che l’intervento delle forze dell’ordine è obbligatorio quando l’occupazione sia avvenuta fin dall’origine senza il consenso del proprietario: se, invece, in precedenza erano intercorsi degli accordi tra questi e gli occupanti (ad es. un termine per il rilascio) non è possibile agire senza un ordine dell’autorità competente, in quanto non si sta perfezionando alcun crimine, ma solo un inadempimento contrattuale.

Un’ulteriore ipotesi di occupazione abusiva riguarda le cosiddette case popolari che può essere contrastata attraverso le procedure di sgombero disposte in via amministrativa dai singoli Comuni.

Novità legislative del 2014: il piano casa

Oltre alle vie tradizionali per scongiurare il fenomeno dell’abusivismo che richiedono il passaggio dalle aule di giustizia, nel 2014 è stata introdotta una strada per contrastare il fenomeno.

La lotta all’occupazione abusiva di edifici si è arricchita con l’intervento del governo Renzi, il quale ha adottato [4] un pacchetto di misure contenute nel cosiddetto “piano casa”, attraverso cui sono state introdotte una serie di limitazioni di status per chi si impossessa di un immobile senza averne diritto.

Le conseguenze più rilevanti riguardano l’impossibilità per i cittadini trovati in difetto di legittimazione a vivere in uno stabile di ottenere la residenza e quindi l’accesso ai servizi offerti dal comune interessato, nonché l’allaccio alle utenze di luce e gas.

Rispetto al passato si tratta di un grosso passo in avanti, poiché in precedenza era possibile ottenere comunque la residenza anche senza dover provare di avere un titolo per il possesso dell’immobile, con la conseguenza comunque spiacevole per i proprietari di dover attendere le lungaggini dei tribunali per ottenere la liberazione degli stabili.

L’obiettivo perseguito dall’esecutivo è quello di scoraggiare l’invasione di edifici attraverso la negazione dei servizi minimi essenziali: chi è contro la legge non esiste per la comunità e non ha diritto ad alcuna prestazione.

Il meccanismo sanzionatorio è stato inserito nel regolamento anagrafico [5], ovvero lo strumento previsto dal legislatore per disciplinare l’inserimento nell’anagrafe del comune, l’acquisizione della qualifica di residente nonché l’accesso ai servizi.

La questione riveste un’estrema delicatezza. Il protrarsi dell’attuale crisi economica ha spinto una consistente parte del paese in una condizione di povertà che rende evidente come il problema dell’emergenza abitativa sia ben lontano dalla sua soluzione.

Il dibattito investe alcuni diritti sanciti dalla Costituzione: la tutela del diritto di uguaglianza, quello della libertà di movimento e di stabilimento come facoltà di ogni individuo di poter scegliere dove vivere sul territorio nazionale, quello alla salute indissolubilmente legato alla possibilità di poter beneficiare dei servizi primari e dall’altra parte la difesa del diritto alla proprietà privata [6].

La denuncia dell’associazione “Tutela marittimi”

Nonostante le novità normative siano in vigore da quasi un anno, il senso di disagio di una parte della popolazione è ancora molto forte. Così la nostra Redazione ha ricevuto una segnalazione da parte dell’Associazione “tutela marittimi” che si fa portatrice degli interessi di quei proprietari di immobili che non riescono a rientrare in possesso dei propri beni.

Attraverso la sua portavoce, Anna Massone, si è chiesto un intervento al Presidente del Consiglio al fine di attuare una politica maggiormente efficace nei confronti degli abusivi. In particolare, si lamenta il fatto che l’intervento dell’esecutivo abbia risolto solo a metà del problema in quanto volto a colpire solo i nuovi casi di occupazione abusiva e non anche le posizioni pregresse.

La proposta del centro nazionale marittimi consiste nell’estendere le sanzioni ora esposte e contenute nel piano casa anche all’ ipotesi di quei cittadini che non dimostrino di avere il diritto di abitare in un edificio.

Il piano casa” scontenta non solo chi vorrebbe un’azione più incisiva nei confronti degli occupanti, ma anche chi, pur versando in una condizione di illegalità, chiede che vengano riconosciuti i diritti fondamentali.

Le conseguenze della perdita della residenza sono pesantissime: non è possibile votare, non si può accedere al servizio sanitario pubblico, non è possibile iscrivere i figli nelle scuole comunali.

Le associazioni a tutela del diritto alla casa lamentano come manchi al momento un programma alternativo per consentire a tante famiglie di trovare dimora senza essere costrette a finire sotto un ponte.

Il clima di esasperazione è tale che anche le procedure di sgombero delle unità occupate a vario titolo risultano oltremodo difficoltose. Un’interessante testimonianza arriva anche dal programma “Striscia la notizia” che ha provveduto a trasmettere un servizio lo scorso 23 marzo in cui si evidenziavano le difficoltà di un ufficiale giudiziario ad accedere ad un appartamento in cui avrebbe provveduto a dare attuazione ad uno sfratto (il pubblico ufficiale veniva addirittura fermato da un capannello di dimostranti).

L’emergenza legata al “diritto alla casa” necessita di ulteriori approfondimenti che il nostro portale cercherà di sviluppare nelle prossime settimane, per garantire al lettore di delineare un quadro completo su cui poter maturare la propria opinione: non siamo qui per esprimere giudizi ma per offrire un’informazione consapevole.

note

[1] Art. 948 cod. civ.

[2] Art. 561 cod. civ.

[3] Artt. 633, 624, 635, 614 cod. civ.

[4] Art. 5 Dl 28 marzo 2014 convertito in legge n.80 del 23 maggio 2014.

[5] D.p.r n. 223 del 1989.

[6] Artt. 3, 16, 32, 42 Cost.

Autore immagine: 123rf com


8 Commenti

  1. Salve! Sono una donna di 61 anni disoccupata, da sola, faccio i salti mortali x la sopravvivenza, vivo in una casa in affitto,ma ogni mese vivo con la paura di non riuscire ha pagare l affitto. O VERAMENTE BISOGNO DI UNA CASA ,O BISOGNO DI UN PO DI TRANQUILLITA, perche non si fa niente x le persone che sono nella mia situazione , sono italianaaaaa. COSA DEVO FARE DEVO MORIRE? CHE COLPA O IO SE O PERSO IL LAVORO?O BISOGNO DI UNA CASAAA, DOVE DEVO ANDARE X STRADA??? COSA DEVO FARE MI DEVO PROSTITUIRE X VIVERE?? O BISOGNO DI SAPERE COSA POSSO FARE X AVERE IL DIRITTO DI UNA CASA NELLE MIE CONDIZIONI,E VI GIURO CHE MAI PENSAVO NELLA MIA VITA DI FINIRE IN QUESTO MODO!!VI PREGO GENTILMENTE DI DARMI UNA RISPOSTA ,INDICAZIONI POSSIBILE X POTER FARE DEI PASSI ADEGUATI ALLA MIA SITUAZIONE! GRAZIE X LA CORTESE ATTENZIONE ROSY IORIO.

  2. Nessuno rispose e nessuno mai dará soluzioni.
    Sono nelle sue stesse condizioni, anzi ormai sfrattato e senzatetto, le ripeteranno la solita solfa “si metta in lista IACP”
    …ora che avrà notizie, saremo trapassati.
    Renzi e company fanno leggi ad uso proprio in cui noi poveri non siamo contemplati… non ci sono fondi per gli Italiani, é guerra tra poveri.
    Buona fortuna a tutti…tanta ce ne serve!

  3. Cari italiani, prima vengono gli extracomunitari e dopo voi.

    E’ un volere divino, chiedetelo a l’oro, ai porporati.

  4. Mi spiace contraddire l’articolo ma l’occupazione abusiva di un appartamento pubblico,I.A.C.P. per intenderci,ossia introducendosi abusivamente all’interno,sia che la porta d’ingresso fosse aperta,sia che sia stata forzata,viola gli articoli 133 C.P.,invasione di terreni ed edifici,sia l’art.135 C.P danneggiamento,se è stato procurato un danno ,abbattimento porta, cambio della serratura ecc.Non vi è necessità da parte dell’avente diritto della presentazione della querela essendo i reati in oggetti perseguibili a denuncia trattandosi di reati perseguibili d’ufficio, nella fattispecie delitti.Il reato di occupazione abusiva di alloggio pubblico è reato permanente, quindi all’accertamento o’ in fasi successive,senza limite di tempo, esiste sempre la flagranza,pertanto gli agenti della Polizia giudiziaria,Vigili Urbani ,Polizia di Stato Carabinieri ecc.possono alla constatazione dei fatti procedere sempre immediatamente se possibile, senza aspettare nessuna altra disposizione da parte dell’A.G allo sgombero dell’appartamento occupato.Qualora l’abusivo non fosse in casa e vi fosse la certezza del fatto,gli agenti intervenuti forzano la serratura ed immettono all’interno l’avente diritto.Lo I.A.C.P. provvederà alla rimozione a sue spese addebitabili poi all’abusivo, di quanto presente all’interno. Indico ancora che sono soggetti alla denuncia tutti gli occupanti dell’appartamento ,sia l’eventuale marito che la moglie ,se si tratta di coniugi.

    1. Nel caso questi occupanti abusivi avessero dei figli minori?E a maggior ragione l’appartamento sia privato?

      1. Faccio anch’io la stessa domanda. Bisogna aspettare fuori sul pianerottolo e stabilirsi lì se l’appartamento è di proprietà? Se io non posso entrare loro, gli abusivi non possono più uscire. Li aspetto con un doberman?

        1. Leggi i nostri articoli sull’argomento:
          -Occupazione abusiva. Invasione di terreni o edifici: cos’è? Quando l’occupazione è abusiva e costituisce reato? Qual è il giudice competente? Quando occorre la querela e quando la semplice denuncia? https://www.laleggepertutti.it/231652_occupazione-abusiva
          -Occupazione abusiva di casa: chi mi risarcisce? Per il ritardo nell’emissione o esecuzione dell’ordine di sgombero del Prefetto paga lo Stato. https://www.laleggepertutti.it/183441_occupazione-abusiva-di-casa-chi-mi-risarcisce
          -Occupazione abusiva di immobili: quando spetta il risarcimento? Immobili occupati abusivamente: vediamo cos’è il danno da occupazione abusiva di immobili, quando spetta il risarcimento e cosa deve provare il danneggiato per ottenerlo https://www.laleggepertutti.it/227696_occupazione-abusiva-di-immobili-quando-spetta-il-risarcimento
          -Occupazione abusiva case popolari: come calcolare il danno https://www.laleggepertutti.it/151606_occupazione-abusiva-case-popolari-come-calcolare-il-danno
          -Occupazione abusiva di appartamento, cosa mi spetta? https://www.laleggepertutti.it/141547_occupazione-abusiva-di-appartamento-cosa-mi-spetta

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