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Occupazione abusiva di edifici: intervista ad Anna Massone

9 Aprile 2015 | Autore:
Occupazione abusiva di edifici: intervista ad Anna Massone

Diritto alla casa, sfratti, utenze della luce e del gas, “piano casa” e tutele contro gli abusivi: i chiarimenti dell’Associazione “Tutela Marittimi”.

Prosegue il nostro approfondimento legato al “diritto alla casa” (discorso iniziato nell’articolo “Occupazione abusiva di case e appartamenti: cos’è e come difendersi”). Abbiamo a tal fine intervistato la sig.ra Anna Massone, presidente del Centro tutela marittimi, la quale esprime la propria opinione sul tema della lotta al fenomeno dell’impossessamento senza titolo di edifici.

     

Sig.ra Massone la ringrazio per la sua disponibilità.

Grazie a Lei per l’opportunità che mi date per poter esternare le mie opinioni su un argomento importantissimo.

 

Vorrei partire dalla lettera che lei ha scritto  lo scorso 20 marzo rivolta al Presidente del consiglio : cosa ne pensa del “piano casa”? (si introduce il divieto di concedere la residenza a chi sia privo di un titolo valido per l’occupazione di un immobile, nonché l’impossibilità di beneficiare dei servizi comunali e di poter procedere all’allaccio di acqua, luce e gas).

È indubbio che tale articolo volesse tutelare i proprietari di immobili dal continuo e pesante abusivismo di occupazione immobiliare sempre più presente in Italia. Mi sono dovuta interessare a questo decreto, in quanto pensavo che finalmente potesse essere applicato dagli Enti a cui si rivolgeva per salvaguardare, appunto, i proprietari. Dato che anch’io sono proprietaria di un immobile, capisco il grave problema che affligge migliaia e migliaia di Italiani: anche il mio è occupato abusivamente da una persona che mi impedisce di poterci andare ad abitare e mi obbliga a vivere al di fuori da ciò che mi spetta.

Certo è che si tratta di un passo avanti per combattere l’occupazione senza titolo, ma coloro che l’hanno emanato, hanno fatto le cose a metà.

Cosa intende con questa affermazione?

 

La nuova norma non è utilizzabile dal proprietario contro l’occupante che ha perso il titolo per abitare in un’immobile. Se prendo ad esempio la mia vicenda personale, posso dire che nella mia proprietà vive una donna che è stata sposata con mio padre ma che nell’immobile aveva solo la residenza (lui era solo usufruttuario per la metà del bene). Dirò di più: questa persona non paga nemmeno le spese di amministrazione ordinarie, che devo pagare io altrimenti mi pignorano l’immobile! Naturalmente ho adito le vie legali. Al termine del lungo procedimento, iIl Giudice di Pace ha dichiarato inammissibile il ricorso poichè essendo decorsi sei mesi tra decesso di mio padre (che estingueva l’usufrutto e quindi il titolo per poter abitare nella casa) e la proposizione del ricorso, considerata la circostanza che la vedova risultava ancora abitare nell’immobile, si doveva ritenere che di fatto, si fosse formalizzato un rapporto di comodato. Incredibile!

Queste situazioni, queste sentenze, purtroppo sono all’ordine del giorno.

Nella giornata del 23 marzo, il programma “Striscia la notizia” ha mandato in onda un servizio in cui si è evidenziata l’attuale difficoltà del sistema giudiziario nell’attuare una procedura di sfratto già reso esecutivo (l’ufficiale giudiziario veniva addirittura allontanato dall’immobile interessato). Ritiene che la legge italiana venga inapplicata o che si dovrebbero percorrere altre strade? 

 

Il proprietario di un immobile che si trova nella condizione di far causa all’inquilino moroso oppure all’abusivo per ritornare in possesso del proprio bene, sa che dovrà intraprendere una incerta “via crucis” per arrivare ad una sentenza spesso con esito sfavorevole, in quanto dei magistrati tendono a difendere gli abusivi, anche se può vantare tutte le ragioni di questo mondo.

Ma quando arriva al fatidico sfratto esecutivo, ecco che ci si può ritrovare nelle condizioni descritte da “Striscia la notizia”.

Quindi, bene o male la giustizia con i suoi annosi, interminabili tempi arriva ad un punto in cui dovrebbe far valere la sua autorità, ma spesso un uomo solo, l’Ufficiale Giudiziario, ben poco può fare contro la violenza fisica di coloro che vogliono impedirgli di fare quello che gli viene ordinato dalla giustizia. Insomma, vince il più forte, come nel far west.

La questione dell’occupazione abusiva di edifici  riveste senz’altro un carattere di estrema delicatezza essendo ricollegabile all’esercizio di alcuni diritti sanciti nella costituzione come il diritto di eguaglianza e alla salute  : cosa risponde a chi critica le misure per contrastare l’abusivismo definendole incostituzionali  e lesive dei diritti degli occupanti? 

 

La questione dell’occupazione abusiva degli immobili, tocca diversi settori della vita pubblica e sociale che colpiscono i cittadini sia che siano gli effettivi proprietari, sia che siano gli occupanti.

E’ vero che la costituzione sancisce il diritto di cittadinanza e salute, ma sancisce anche il diritto della proprietà privata.

Un paese che non si detta delle regole ben precise e che non le fa rispettare, prima o dopo cade nel caos.

Comunque, la legge sanziona “chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo”, per cui basta controllare il significato della parola “abuso” , per comprendere che la definizione di incostituzionalità e lesività dei diritto dei cittadini che occupano un immobile è faziosa e senza senso. Dovranno essere le Istituzioni preposte a risolvere il problema di locali da mettere a disposizione delle persone/famiglie meno abbienti, mentre gli organi giudiziari devono assolutamente difendere da ogni tipo di abusivismo – sia di invasione che di mancanza di titoli – la proprietà privata dei cittadini.


note

Autore immagine: 123rf com


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