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Rata del mutuo: come sospenderla. La nuova moratoria

9 Aprile 2015
Rata del mutuo: come sospenderla. La nuova moratoria

Moratoria con le banche: oltre alla rinegoziazione sono pronte le nuove regole fissate dalla Legge di Stabilità 2015.

 

È tutto pronto per l’avvio della nuova moratoria sui mutui che consentirà ai clienti delle banche, che non ce la fanno più a pagare la rata mensile, di sospendere il pagamento per gli anni 2015 e 2017, così come previsto dall’ultima legge di stabilità per il 2015 [1].

Dopo una lunga gestazione è stato siglato l’accordo tra l’ABI (l’associazione che riunisce gli istituti di credito) e le associazioni dei consumatori. Ci vorranno ancora due mesi perché le pratiche possano andare a regime, ma ormai è certo e non si torna più indietro.

La nuova misura si affianca così al già esistente Fondo di solidarietà già in vigore dal 2013, gestito dal MEF e dalla Consap, nato anch’esso con lo scopo di consentire la sospensione delle rate per chi è in difficoltà, ma con la differenza che quest’ultimo si applica a una platea più ristretta (cioè solo a coloro che hanno definitivamente perso il lavoro) e permette la sospensione fino a 18 mesi.

Invece la nuova moratoria ha un campo di applicazione più ampio per quanto riguarda i soggetti beneficiari, ma la sospensione dura al massimo 12 mesi (sei mesi in meno rispetto al Fondo di solidarietà).

Come funziona la nuova moratoria
Beneficiari possono essere i soggetti che hanno contratto un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale (non quindi per la seconda casa).

La misura può essere concessa una sola volta e pertanto non può essere rinnovata o prolungata.

La sospensione della rata ha una durata di massimo 12 mesi durante i quali non si è tenuti a pagare la quota capitale della rata mensile, ma sulla stessa continuano a decorrere gli interessi corrispettivi, che dovranno essere corrisposti regolarmente. Dunque la misura non è a “costo zero” e la sua convenienza dovrà essere valutata caso per caso. Infatti, essa si potrà rivelare utile solo per evitare eventuali pignoramenti della banca e la perdita dell’immobile; tuttavia, a conti fatti, alla fine del mutuo il beneficiario della moratoria avrà pagato di più, avendo spalmato il finanziamento su un arco di tempo maggiore e, quindi, corrispondendo maggiori interessi.

L’accesso al beneficio non può comportare né commissioni, né interessi di mora.

Alla scadenza del periodo, l’ammortamento riprende con il conseguente allungamento della durata del mutuo.
Condizioni

Per ottenere il beneficio bisognerà dimostrare, con documentazione da produrre alla banca, di ricadere in una delle seguenti ipotesi:

– perdita del posto di lavoro;

– sospensione o riduzione dell’orario di lavoro a causa della crisi, per almeno 30 giorni consecutivi (vale anche per coloro ai quali il datore di lavoro abbia chiesto l’ammissione ad ammortizzatori sociali come cassa integrazione, mobilità, o anche contratti di solidarietà);

– morte o infortunio grave.

La sospensione può essere richiesta anche per i mutui oggetto di cartolarizzazione o di emissioni obbligazionarie garantite [2], per i mutui oggetto di operazioni di portabilità e per quelli accollati a seguito di un frazionamento. Inoltre, vale anche per il credito al consumo (prestiti personali o finalizzati, esclusi i prestiti revolving) solo, però, con durata superiore ai 24 mesi.
Procedura

L’interessato deve inoltrare la domanda al proprio istituto di credito che dovrà necessariamente rispondere (in modo positivo o negativo) entro 20 giorni lavorativi.

Termini

Per presentare la richiesta si ha tempo fino al 31.12.2017: dunque la misura avrà effetti anche nel corso del 2018, posto che le rate del 2017 potranno essere (come detto) sospese per i successivi 12 mesi.

Cumulo con altri benefici

I mutuatari che, in passato, hanno già beneficiato di un periodo di sospensione (tramite fondo di garanzia o altre iniziative Abi) hanno poche possibilità di ottenerne un altro. Si può accedere a questa moratoria solo se sono trascorsi almeno 24 mesi dall’avvio dell’istruttoria precedente e soltanto fino al raggiungimento di 12 mesi complessivi di stop delle rate.

 

Altre esclusioni

Sono esclusi anche i mutuatari che abbiano accumulato un ritardo nel pagamento delle rate superiore ai 90 giorni, o quelli per cui sia già scattata la cosiddetta decadenza del beneficio del termine.

Se il cliente ammesso alla moratoria è in ritardo di una, due o tre rate, queste faranno parte delle 12 totali per cui scatta la sospensione. Non sono ammessi anche coloro i quali abbiano stipulato una polizza assicurativa a copertura della perdita o riduzione del lavoro, a patto che questa copra l’ammontare delle rate oggetto di sospensione.

Infine non può accedere al beneficio colui nei cui confronti sia stato già avviato un pignoramento immobiliare sul bene ipotecato o nei cui riguardi sia stata pronunciata la risoluzione del contratto di mutuo.


note

[1] Legge di Stabilità per il 2015, art. 1, co. 246.

[2] Legge n. 130/1999.

Autore immagine: 123rf com


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