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Danno da vacanza rovinata: il turista non deve dimostrare il danno morale

9 Aprile 2015 | Autore:
Danno da vacanza rovinata: il turista non deve dimostrare il danno morale

Per ottenere il risarcimento del danno il viaggiatore deve dimostrare l’inadempimento del contratto di pacchetto turistico: non rilevano gli stati psichici dell’attore.

Talvolta, nonostante la pianificazione di un viaggio, di una vacanza o di un weekend, la vacanza può essere rovinata da fattori quali disservizi e contrattempi addebitabili al tour operator, all’albergatore, alla compagnia di volo o altri transfers. Il danno subito dal consumatore in questi casi non si risolve solo in una lesione patrimoniale, ma anche in una lesione morale, consistente nello stress subito a causa dei disservizi.

La giurisprudenza, pressoché unanime nel riferire il danno patrimoniale da vacanza rovinata al valore del viaggio per quantificarne la liquidazione, si è trovata invece in difficoltà riguardo al danno morale inteso come lesione psico-fisica del turista. Come si può infatti fornire prova dello stress mentale da vacanza rovinata?

I giudici italiani hanno largamente riconosciuto negli anni il diritto del consumatore ad ottenere il risarcimento dei danni derivanti dall’impossibilità di vivere un sereno periodo di vacanza perché rovinato da imprevisti, difficoltà e ritardi, facendolo rientrare in diverse tipologie di lesione.

Talvolta la fattispecie è stata ricondotta al danno morale, biologico, definito come emotional distress (stress emotivo), altre volte al danno da perdita di chance e ancora nell’ambito del danno materiale derivante dalla lesione del bene “vacanza” (non suscettibile di immediata valutazione economica).

La vera svolta però, per il riconoscimento del danno morale da vacanza rovinata, è avvenuta grazie alla Corte di Giustizia Europea, che ha affermato il diritto del consumatore al risarcimento del danno morale derivante dall’inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in occasione di un viaggio tutto compreso [1]. La Corte ha sottolineato come ricorrano spesso nel settore viaggi danni diversi da quelli materiali ed ha posto l’accento inoltre, sull’importanza riconosciuta alle vacanze dalla maggior parte degli ordinamenti giuridici moderni.

Seguendo le indicazioni della Corte di Giustizia Europea, la nostra Corte di Cassazione ha fatto un ulteriore passo in avanti, ed ha ritenuto sufficiente la prova fornita dai turisti circa l’inadempimento dell’operatore turistico ai fini del riconoscimento del danno morale da vacanza rovinata [2].

La prova del danno non patrimoniale da “vacanza rovinata” – affermano i giudici- inteso come disagio psico-fisico conseguente alla mancata realizzazione, in tutto o in parte, della vacanza programmata, può essere fornita dal viaggiatore dimostrando l’inadempimento del contratto di pacchetto turistico. Non sono una valida prova diretta gli stati psichici dell’attore, desumibili, peraltro, dalla mancata realizzazione della “finalità turistica” e dalla concreta realizzazione della “finalità turistica” e dalla concreta regolamentazione contrattuale delle attività e dei servizi prestati, essenziali alla realizzazione dello scopo vacanziero.

In sostanza il turista non deve dimostrare con certificati medici o testimoni l’impossibilità di aver goduto della vacanza, perché la lesione e lo stress si presumono per il solo fatto dell’inadempimento dell’operatore turistico. In che modo avviene la liquidazione del danno morale da vacanza rovinata?

La quantificazione del danno sarà stabilita in via equitativa dal giudice, qualora quest’ultimo individui la lesione della finalità turistica e di svago tipica della vacanza [3]. Tutelarsi a monte in ogni caso, è importante come l’organizzare il viaggio stesso, per questo, anche se il Codice del Turismo [4] e la giurisprudenza tutelano i consumatori, è bene stipulare le giuste assicurazioni viaggio per garantirsi un risarcimento in caso di danni o imprevisti, e, in caso di viaggio in auto o moto, munirsi dell’Rca obbligatoria (i preventivi di diverse compagnie sono confrontabili su SosTariffe.it).


note

[1] C. Giust. UE. Sent. n. 168 del 12.03.2002, pronuncia in via pregiudiziale sull’interpretazione dell’art. 5 della Direttiva sui pacchetti turistici (n. 90/314/CEE).

[2] Cass. sent. n. 7256 del 11.05. 2012. La pronuncia afferma la possibilità di risarcire il danno non patrimoniale da vacanza rovinata ex art. 2059 c.c.

[3] Cass. sent. n. 16315 del 24.04.2007. I giudici in questa occasione hanno utilizzato come parametro per stabilire il quantum del risarcimento del danno morale da vacanza rovinata il superamento della soglia “finalità turistica” di svago.

[4] “Codice dellla normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo”, allegato al Decreto legislativo 23.05.2011 n° 79, in vigore dal 21 giugno 2011.

Autore immagine: 123rf com


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