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Pagare Equitalia con la compensazione di crediti fiscali

9 Aprile 2015
Pagare Equitalia con la compensazione di crediti fiscali

Estinguere il debito con il fisco rinunciando al rimborso di un tributo e compensando il credito con il debito riportato in cartella esattoriale.

Il contribuente che non abbia come pagare Equitalia, può anche farlo compensando il debito della cartella esattoriale con eventuali crediti da questi avanzati nei confronti del fisco per imposte pagate in eccedenza come Irpef, Ires, Iva. Questa possibilità di compensare debiti con crediti, chiamata “compensazione”, non opera se il debito del contribuente, per imposte non pagate e ormai scadute, sia superiore a 1.500 euro.

In questo modo il cittadino può, nello stesso tempo, ottenere più facilmente, tramite la compensazione, il rimborso di un tributo per il quale, altrimenti, dovrebbe attendere tempi molto più dilatati. La compensazione può essere richiesta anche se il contribuente aveva in precedenza richiesto un credito a rimborso e dopo ci abbia ripensato.

Ovviamente, la compensazione è possibile anche se la misura del credito e del debito non siano identiche. Così, se il credito è superiore al debito, all’esito della compensazione il contribuente potrà richiedere il rimborso per il residuo; viceversa, se il debito è superiore al credito, all’esito della compensazione il contribuente resterà tenuto a pagare la restante parte della cartella.

La compensazione può riguardare sia crediti e debiti relativi alla stessa imposta (cosiddetta “compensazione tradizionale o verticale”) oppure crediti e debiti relativi a imposte diverse e contributi (cosiddetta “compensazione verticale”).

Bisognerà utilizzare il modello F24 Accise, riportando il codice tributo RUOL e presentare a Equitalia il modulo (disponibile anche presso tutti gli sportelli degli agenti della riscossione) con cui si dichiara l’avvenuto pagamento in compensazione tramite F24 accise e a quale parte del debito erariale imputare il pagamento. Il modello F24 Accise può essere presentato anche direttamente agli sportelli dell’agente della riscossione.

Vincoli

La compensazione è sottoposta a una serie di paletti.

Innanzitutto esiste un limite massimo annuale dei crediti che possono essere compensati orizzontalmente. Dal 2014 tale limite è di 700.00 euro per ciascun anno solare. Nel limite si comprendono anche gli importi chiesti a rimborso direttamente ad Equitalia mentre non vanno considerati:

– i crediti derivanti dal Bonus Irpef (i famosi “80 euro mensili”) anticipato nel 2014 dal datore di lavoro ai dipendenti e recuperato con la compensazione;

– i crediti trimestrali derivanti dalle liquidazioni periodiche IVA chiesti a rimborso;

– i crediti compensati con i debiti della stessa imposta, anche se tale compensazione risulta esposta nel modello F24;

– i crediti di imposta derivanti da agevolazioni o incentivi fiscali.

In secondo luogo, la contemporanea presenza di un credito compensabile e di debiti iscritti a ruolo per tributi erariali e accessori superiori a 1.500 euro impedisce la compensazione orizzontale fino a concorrenza dei citati debiti per i quali è scaduto il termine di pagamento.

Il divieto di compensazione vale anche in relazione ai debiti derivanti dagli avvisi di accertamento dal momento in cui essi divengono esecutivi.


note

Autore immagine: 123rf com


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