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Esenzione Canone RAI via PEC: un paradosso italiano

12 Maggio 2016 | Autore:
Esenzione Canone RAI via PEC: un paradosso italiano

Ecco come fare per inviare la comunicazione entro il prossimo 16 maggio e come un processo di semplificazione potrebbe diventare un percorso ad ostacoli

Come è ormai noto la richiesta di esenzione dal canone RAI deve avvenire entro il prossimo 16 maggio. L’autocertificazione deve essere inviata all’Agenzia delle Entrate con cadenza annuale, è dunque bene sapere che oltre alla ormai celebre “raccomandata senza busta” sarà possibile inviare l’autocertificazione anche via PEC. Ma non è tutto semplice come sembra. Vediamo perchè.

Come inviare l’autocertificazione via PEC

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un’esplicita richiesta, è stato pubblicato un comunicato che autorizza i consumatori a inviare all’Agenzia il modello di autocertificazione anche attraverso PEC (Posta Elettronica Certificata).

Esenzione canone RAI e PEC: la firma digitale

Sino a qui sembrano dunque buone notizie. Tuttavia quello che farà infuriare per l’ennesima volta il contribuente è che perché tale PEC abbia validità è necessario che il modulo riporti una firma digitale.

Esenzione Canone via PEC: tutti i passaggi

Questo vuol dire che il comune cittadino (che ad oggi di fatto non ha alcun bisogno di una firma digitale, se non per la propria attività professionale) per mandare la comunicazione per via telematica dovrebbe:

  • possedere una PEC o attivarla;
  • andare presso la camera di commercio competente per territorio;
  • acquistare un kit di firma digitale (con un costo che va da 30 a 70 euro a seconda delle modalità che si intendono utilizzare);
  • nel caso in cui si scelga la firma per mezzo di Card dovrà recarsi in un negozio di elettronica per acquistare un lettore di card magnetiche;
  • installare il tutto sul proprio PC;
  • scaricare il modulo dell’Agenzia delle entrate e compilarlo;
  • sottoporlo a firma digitale con il software apposito;
  • comporre la PEC e allegare il documento firmato digitalmente (quello che riporta l’estensione P7M);
  • inviare la PEC all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it;
  • controllare la ricevuta di consegna e l’accettazione relativa.

Esenzione canone via PEC: quali semplificazioni?

La richiesta di invio di modulo corredato da firma digitale, insomma, complica molto la vita al privato cittadino che non dispone ad oggi di una firma, riducendo di fatto un processo di semplificazione presunta ad un percorso di aggravio delle pratiche burocratiche.

Tanto più appare incongrua questa scelta se si pensa che la PEC nasce esattamente per certificare la titolarità dell’invio della mail (di conseguenza in linea di principio un modulo firmato semplicemente a mano e poi scannerizzato, ma allegato ad una PEC di proprietà del contribuente dovrebbe essere sufficiente all’assunzione di responsabilità). Ma così non è per le entrate che richiedono, come detto, l’apposizione di una firma digitale.
Ecco allora che l’utente medio apporrà la sua firma olografa su un modulo stampato e lo manderà come richiesto con raccomandata a.r. all’indirizzo Agenzia delle EntrateUfficio Torino 1 – Sportello abbonamenti Tv – Casella postale 22 – 10121 Torino.

Con tanti saluti alla semplificazione amministrativa e alla dematerializzazione delle pratiche della PA.
Resta salva la possibilità, naturalmente, di far trasmettere il tutto ad un commercialista o ad un intermediario abilitato.



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