Poletti: riforma delle Pensioni nella Legge di Stabilità

11 Aprile 2015 | Autore:
Poletti: riforma delle Pensioni nella Legge di Stabilità

Arrivano finalmente segnali concreti di una prossima riforma pensionistica, che sarà inserita nella Legge di Stabilità.

 

Dopo il DDL sulla pensione anticipata depositato alla Camera dei Deputati [1], ad opera del presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano, le acque si sono finalmente mosse, in campo previdenziale, e si sta pervenendo ai primi risultati concreti.

I lunghi mesi di discussioni e battaglie, difatti, hanno già portato a diverse proposte normative, alcune delle quali sono già state trasformate in vero e proprio disegno di legge, come il citato DDL Damiano, intitolato ” Disposizioni per l’introduzione di elementi di flessibilità nell’accesso dei lavoratori al trattamento pensionistico”.

A causa della Riforma Monti-Fornero, nota anche come Decreto Salva-Italia [2], assieme al perdurare di una crisi mondiale e nazionale senza precedenti, sono innumerevoli i problemi sociali creatisi; la nuova normativa, in effetti, ha notevolmente inasprito i requisiti per collocarsi a riposo, riducendo ancora di più, con la mancanza di ricambio generazionale, i posti di lavoro, già falcidiati dalla congiuntura economica negativa.

Pur essendo vero che la Riforma previdenziale abbia comportato maggiori entrate nelle casse erariali, dall’altra parte è altresì vero che i disagi sociali siano comunque ricaduti sul bilancio pubblico: aumentare l’età pensionabile significa far permanere in servizio una moltitudine di dipendenti in avanti con gli anni, quindi con probabilità di ammalarsi e sviluppare patologie molto più alte, rispetto ai lavoratori trenta-quarantenni. Ogni malattia , essendo indennizzata dall’Inps, ha un costo, che si ripercuote sulle stesse entrate dell’Istituto. Per non parlare, a causa del forte innalzamento della disoccupazione, dei costi in merito ad ammortizzatori sociali: Aspi, Cig e Cigs, Mobilità, ecc. Per terminare, infine, con i sussidi per le povertà estreme e le famiglie disagiate, finanziati sempre da entrate pubbliche.

Considerando tutti questi dati, i benefici della Riforma non sono poi tanto consistenti, come molti politici li vogliono far apparire; questo, peraltro, senza contare i fortissimi disagi ai quali sono esposti lavoratori e famiglie, che vivono in una condizione di precarietà ed incertezza.

In un panorama simile, era dunque inevitabile che il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, Giuliano Poletti, dovesse prima o poi offrire un segnale tangibile di cambiamento.

Proprio nella giornata del 9 aprile 2015, durante il question time al Senato, il Ministro ha annunciato che una riforma delle pensioni, che modifichi il Salva- Italia, sia indifferibile, e sarà collocata all’interno della Legge di Stabilità: la normativa creerà dei nuovi strumenti di flessibilità graduale e sostenibile in uscita, e sarà inserita nella Legge di Stabilità, in quanto è il mezzo più idoneo alla qualificazione, e soprattutto alla quantificazione, delle scelte da effettuare.

Nel frattempo, l’Inps è impegnata in un lavoro di analisi e valutazione, mediante la predisposizione di simulazioni, con cui scegliere le azioni più efficaci, che non comportino pregiudizi economici; il presidente dell’Istituto, Tito Boeri, in diversi precedenti interventi, ha ribadito la necessità, per evitare il collasso dell’intero sistema previdenziale, di modificare gli assegni erogati ai cosiddetti “privilegiati delle pensioni”, ovvero soggetti collocati a riposo con poche annualità di contribuzione (in molti casi 15, in casi estremi anche 10, senza considerare i vitalizi di politici ed altre categorie “fortunate”), ma con trattamenti quasi pari all’ultimo stipendio.

Questa, nel pianeta previdenziale, e nel panorama giuridico italiano in genere, è considerata una novità senza precedenti, poiché è stata sempre affermata l’inviolabilità dei diritti acquisiti.

È ancora presto per conoscere quali saranno i provvedimenti definitivi, ma è certo, comunque, che, per uscire dalla “questione pensionistica”, sarà necessaria una piccola rivoluzione nella normativa.


note

[1] DDL 2945/2015.

[2] D.L. 201/2011.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube