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Studi di settore: accertamento solo per scostamento lieve

12 Aprile 2015
Studi di settore: accertamento solo per scostamento lieve

Accertamento induttivo bloccato se non sono presenti gravi incongruenze.

Stare dietro agli studi di settore è diventato sempre più difficile, specie ora che si ci è messa anche la crisi economica. Tant’è che l’Agenzia delle Entrate ha di recente diffuso una nota [1] con cui ha comunicato l’approvazione una serie di correttivi anticrisi che tengono conto della particolare congiuntura economica dello scorso anno, individuandoli attraverso una nuova metodologia di stima, a seguito dell’analisi dei dati forniti, riguardo alla situazione economica del 2014, dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Banca d’Italia, dall’ISTAT, dalle Associazioni di categoria, dagli Osservatori regionali e da altri istituti di ricerca.

Ma se anche ciò non dovesse bastare, arriva una sentenza [2] della Cassazione che, sebbene non sdogani l’evasione, certamente farà stare più tranquilli quanti non amano avere “obiettivi di guadagno” da perseguire a tutti i costi al solo scopo di non far insospettire il fisco.

Ebbene, in base a quanto sostenuto dai supremi giudici, per potersi procedere all’accertamento induttivo – basato cioè sullo scostamento dagli standard di settore – non è sufficiente un minimo scarto dagli studi, ma al contrario ci deve essere una incongruenza grave. Per esempio, uno scarto quasi del 3% tra i ricavi dichiarati e quelli emersi dagli studi di settore non costituisce un elemento talmente rilevante da giustificare un accertamento fiscale.

Secondo la sentenza in commento, infatti, l’Agenzia delle Entrate deve sempre dare prova che lo scostamento tra reddito dichiarato e risultanze dello studio di settore debba considerarsi grave. Diversamente il contribuente può impugnare il provvedimento impositivo davanti al giudice tributario.

Insomma, il fatto che la contabilità del professionista o dell’impresa sia ritenuta inattendibile dagli studi di settore non giustifica, di per sé, l’accertamento, dovendosi poi procedere a verificare se tale scostamento sia talmente grave da legittimare l’accertamento induttivo da parte dell’Ufficio.


note

[1] Ag. Entrate, nota del 9.04.2011.

[2] Cass. sent. n. 7222/15 del 10.04.2015.

Autore immagine: 123rf com


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