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Pensione privilegiata per malattia di servizio: incostituzionali i termini per la domanda

12 Aprile 2015 | Autore:
Pensione privilegiata per malattia di servizio: incostituzionali i termini per la domanda

La Corte Costituzionale dichiara la illegittimità della disciplina in tema di pensioni privilegiate laddove non prevede che il termine di decadenza di 5 anni per chiedere la pensione debba decorrere da quando la malattia dovuta a causa di servizio si è manifestata e non da quella di cessazione del servizio.

 

La legge sulle pensioni privilegiate per malattie contratte per causa di servizio [1] fa decorrere il termine per la presentazione delle relative domande da parte degli ex dipendenti delle Casse gestite dagli istituti di previdenza (prima INPDAP, poi INPS) dalla data di cessazione dal servizio e non invece dal momento in cui si è manifestata la malattia.

Tale norma è stata dichiarata incostituzionale da una recente pronuncia della Consulta [2].

La Corte ha innanzitutto chiarito che è vero che l’istituto della pensione privilegiata è stato abrogato [3], ma tale abrogazione non ha effetto retroattivo in quanto, per espressa previsione di legge, “non si applica ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché ai procedimenti per i quali, alla predetta data, non sia ancora scaduto il termine di presentazione della domanda, nonché ai procedimenti instaurabili d’ufficio per eventi occorsi prima della predetta data”.

Pertanto, le conclusioni di cui alla pronuncia della Consulta devono ritenersi applicabili a tutti i suddetti procedimenti.

Vediamo, dunque, quali sono le motivazioni individuate dalla Corte a fondamento della illegittimità della norma in tema di decorrenza del termine per chiedere la pensione privilegiata.

Motivi di incostituzionalità

In particolare, secondo la pronuncia in esame, la suddetta disciplina si pone in contrasto con due norme costituzionali, e nello specifico:

– quella che sancisce la pari dignità sociale ed eguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini [4]: ci sarebbe cioè un’ingiustificata disparità di trattamento tra lavoratori dipendenti che hanno contratto malattie a normale decorso e lavoratori dipendenti che hanno contratto patologie a lunga latenza, in ragione del fatto che a questi ultimi sarebbe preclusa la possibilità di ottenere la pensione privilegiata;

– quella che sancisce il diritto di ogni lavoratore a ricevere mezzi adeguati alle proprie esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria [5]; in tal modo, infatti, sarebbe ingiustamente compresso il diritto alla pensione privilegiata di quei lavoratori ai quali la patologia (di cui sia stata accertata la dipendenza dal servizio)si sia manifestata una volta decorsi cinque anni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Irragionevole la disparità di trattamento rispetto agli altri dipendenti pubblici

A sostegno delle proprie argomentazioni la Consulta richiama la sua precedente pronuncia [6] in tema di pensione privilegiata dei dipendenti civili e militari dello Stato [7], nella quale era giunta ad identiche conclusioni, sottolineando la irragionevolezza della norma che sanciva il decorrere del termine di decadenza di presentazione della domanda prima del momento di manifestazione della malattia.

Già in quella sede, infatti, la stessa Corte aveva affermato che le attuali conoscenze mediche hanno messo in evidenza l’esistenza di patologie nelle quali può intercorrere un lungo e non prevedibile periodo di latenza fra la loro causa e la loro manifestazione. E, poiché, quelle conclusioni avevano riguardato solo una diversa platea di destinatari pur avendo un identico contenuto normativo, tale differenza non rappresenta un motivo ragionevole per condurre a diverse conclusioni; così facendo, infatti, si creerebbe un’ingiustificata differenziazione tra la disciplina in tema di pensione privilegiata degli ex dipendenti delle Casse amministrate dagli istituti di previdenza rispetto a quelli civili e militari dello Stato.

Pertanto, anche per la prima categoria di lavoratori, il termine di presentazione della domanda di pensione privilegiata deve ritenersi decorrente da quando la malattia si sia manifestata e non da quello di cessazione dell’attività lavorativa.


note

[1] Art. 14, co. 1 l. n. 274/1991.

[2] C. Cost., sent. n. 43, dep. il 19.03. 2015.

[3] Ai sensi dell’art. 6, d.l. n. 201/2011, conv. dall’art. 1, co 1, l. n. 214/2011.

[4] Art. 3 co. 1 Cost.

[5] Art. 38 co. 2 Cost.

[6] C. Cost. Sent. n. 323/08.

[7] Art. 169, d.P.R. n. 1092/197.

Autore immagine: 123rf com


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