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Indire un nuovo concorso o scorrere le vecchie graduatorie?

12 Aprile 2015 | Autore:
Indire un nuovo concorso o scorrere le vecchie graduatorie?

Il Consiglio di Stato chiarisce quando la P.A. può indire un nuovo concorso invece di procedere allo scorrimento delle vecchie graduatorie; gli “idonei” non hanno il diritto soggettivo di essere assunti.

 

In presenza di graduatorie pregresse ed efficaci la Pubblica Amministrazione può indire un nuovo concorso solo in presenza di ragioni eccezionali di opportunità organizzativa che devono comunque essere adeguatamente motivate.

È quanto ribadito da una recentissima pronuncia del Consiglio di Stato [1] sul delicato tema dell’esistenza o meno di un obbligo della Pubblica Amministrazione di effettuare lo scorrimento della graduatoria già esistente e ancora efficace invece di procedere all’indizione di un concorso.

La regola generale per la copertura dei posti vacanti in organico è quella secondo cui deve essere preferito lo scorrimento della graduatoria già formata.

Si tratta tuttavia di una regola derogabile qualora sussistano determinate ragioni organizzative che rendono preferibile l’indizione di un nuovo concorso pubblico.

La deroga però impone un obbligo di motivazione della Pubblica amministrazione che deve indicare in modo preciso e non generico le ragioni eccezionali della deroga stessa, ragioni che devono essere tanto forti da poter sacrificare le aspettative di tutti coloro che erano già entrati nella vecchia graduatoria in quanto “idonei”.

Il Consiglio di Stato dunque non esclude la possibilità di ricorrere al concorso pubblico in luogo dello scorrimento della graduatoria, lasciando alla Pubblica Amministrazione un margine di potere nella decisione relativa al reclutamento di personale.

Tale potere è limitato però dalla sussistenza di interessi pubblici primari che prevalgono sulle posizioni dei singoli concorrenti già giudicati idonei.

Tali interessi che possono essere verificati solo attraverso un obbligo di motivazione da parte della Pubblica Amministrazione.

A titolo esemplificativo le ragioni di interesse pubblico prevalenti possono consistere nella necessità di stabilizzazione del precariato o nella modifica della disciplina delle procedure concorsuali.

A fronte del suddetto potere decisionale della P.A., i concorrenti già giudicati idonei ed entrati nella pregressa graduatoria non hanno un diritto soggettivo all’assunzione.

I giudici hanno infatti ribadito che non è che per il solo fatto della vacanza e della disponibilità di posti in organico, sorge un diritto soggettivo degli idonei ad essere assunti.

Spetta sempre infatti all’Amministrazione il potere di assumere la decisione organizzativa sul reclutamento di personale, tenendo conto di eventuali limiti normativi alle assunzioni, della disponibilità di bilancio, delle scelte programmatiche compiute dagli organi di indirizzo e da ulteriori altri elementi di fatto e di diritto rilevanti [2].

Dunque, lo scorrimento della vecchia graduatoria è la modalità ordinaria di reclutamento del personale alle dipendenze della P.A. Solo in casi eccezionali e adeguatamente motivati è possibile indire un nuovo concorso.

In ogni caso si precisa che la questione della scelta tra scorrimento della graduatoria e indizione del concorso pubblico si pone solo se c’è identità di posti messi a concorso tra la prima e la seconda procedura concorsuale [3].

In caso di differenza sostanziale tra i posti da mettere a concorso e quelli per i quali è già pendente la graduatoria, non vale più la regola generale dello scorrimento e la P. A. può liberamente procedere all’indizione del nuovo concorso.


note

[1] Cons. Stato sent. del 9.4.15

[2] Cass. sent. n. 17780/2007.

[3] Cons Stato sent. n. 909/2015. Sono comunque fatte salve regole speciali che attribuiscono all’Amministrazione il potere di utilizzare le graduatorie già approvate per la copertura di altro posto diverso da quello messo a concorso (per esempio art. 13 D.P.R. n. 761/1979).

Autore immagine: 123rf com


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