Il governo rinuncia al controllo a distanza dei dipendenti

12 Aprile 2015
Il governo rinuncia al controllo a distanza dei dipendenti

Privacy dei dipendenti sul luogo di lavoro: le misure previste dalla delega non sono ancora entrate in nessuno dei decreti attuativi del Job Act.

Una riforma annunciata, ma non più partita, quella sul controllo a distanza dei dipendenti, contenuta in linee generali nel Job Act, ma che non ha ancora trovato ingresso in nessuno dei decreti attuativi.

La modifica del famoso articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori – quello cioè che vieta l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo dei lavoratori (salvo necessari per esigenze organizzative, per evitare furti in azienda o per la sicurezza sul posto di lavoro e, comunque, previo accordo coi sindacati) – era stata accolta con entusiasmo dai rappresentanti delle imprese che chiedevano, a più voci, un aggiornamento della disciplina sui controlli a distanza, emanata in un’era in cui il contesto tecnologico e produttivo era completamente diverso da quello attuale. Così, il Job Act aveva anticipato la possibilità di utilizzo di telecamere e altre strumentazioni tecnologiche sui luoghi di lavoro, a condizione che i controlli siano sui macchinari.

Evidentemente, però, la voce del Consiglio d’Europa si è fatta sentire: l’8 aprile scorso, infatti, è stata diffusa una raccomandazione dall’assemblea U.E. che sembra andare nel senso opposto del Job Act (leggi: “UE: vietato spiegare i dipendenti; a rischio il Job Act che apre ai mezzi tecnologici”). L’atto riafferma il più tradizionale dei diritti dei lavoratori: quello a non vedersi “spiate” le comunicazioni private, i luoghi di “non lavoro” e quelli, invece, di lavoro solo per evitare il rischio di depauperamento del patrimonio aziendale. In tutti gli altri casi, la privacy del dipendente ha sempre la meglio. La raccomandazione, per quanto non vincoli il nostro Parlamento (come invece sarebbe un regolamento o una direttiva), è tuttavia applicabile nelle aule di tribunale. Con la conseguenza che la stessa potrebbe già pregiudicare a monte l’attuazione del Job Act.

Insomma, al momento la riscrittura concreta dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori non c’è e, pertanto, restano le vecchie regole, con tutti i vincoli, lacci e lacciuoli nei confronti del datore di lavoro.


note

Autore immagine: 123rf com


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