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Patto di prova illegittimo se il dipendente era già a termine

12 Aprile 2015
Patto di prova illegittimo se il dipendente era già a termine

Il periodo di sperimentazione non serve se il datore di lavoro conosce già tutto del lavoratore, avendogli già affidato incarichi in passato.

Lo scopo del patto di prova è (anche) di consentire al datore di lavoro di saggiare le qualità del dipendente e, all’esito della sperimentazione (che può avere durata massima di sei mesi), confermarne eventualmente l’assunzione o recedere dal contratto senza bisogno di motivazioni. La conseguenza è che, il datore, se già conosce il dipendente e le sue attitudini, avendo quest’ultimo in passato prestato attività lavorativa perché assunto con precedenti contratto/i a termine, non può più utilizzare il periodo di prova; se lo fa, il patto è illegittimo e scatta direttamente l’assunzione a tempo indeterminato. È quanto precisato dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

La pronuncia è estremamente importante perché va a censurare una pratica assai diffusa in alcune aziende: quella di convertire il contratto a termine con uno a tempo indeterminato passando però attraverso un previo periodo di prova. Tale pratica, secondo la Suprema Corte, è illegittima. E ciò perché il patto di prova apposto al contratto di lavoro intende tutelare l’interesse di entrambe le parti (datore e lavoratore) a sperimentare la reciproca convenienza al contratto. Di conseguenza è nullo un patto che non abbia come scopo la suddetta sperimentazione.

In pratica il patto in prova è nullo, e il contratto si considera già “stabilizzato” se:

– il dipendente ha già prestato in passato attività di lavoro (anche se non c’è una perfetta continuità tra il precedente contratto e quello invece a cui viene apposta la clausola della prova);

– si deve essere trattato di adibizione alle stesse mansioni;

– la precedente attività del dipendente si deve essere svolta per un congruo periodo di tempo, tale cioè da consentire all’azienda di saggiare le qualità del dipendente.

La ripetizione del patto

Inoltre, la ripetizione del patto di prova in due successivi contratti di lavoro tra le stesse parti è ammissibile solo se risponda proprio alla causa principale, permettendo al datore di lavoro di verificare non solo le qualità professionali, ma anche il comportamento e la personalità del lavoratore in relazione all’adempimento della prestazione.


note

[1] Cass. sent. n. 6001/15 del 25.03.2015.

Autore immagine: 123rf com


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