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Prenotazione hotel: se la stanza è diversa dalla pubblicità non si paga

12 Aprile 2015
Prenotazione hotel: se la stanza è diversa dalla pubblicità non si paga

Legittimo il rifiuto di alloggiare e, di conseguenza, di pagare la stanza prenotata se questa è molto diversa dalla pubblicità fatta su Internet.

Il fotoritocco è un’arte che non può, però, diventare bugia; specie se si tratta di vendere beni o servizi. Così, l’albergatore che su internet pubblichi immagini di stanze impeccabili e in perfetto stato, quando poi la realtà è completamente diversa, non può poi esigere, dal cliente che si rifiuti di alloggiarvi, il pagamento per la prenotazione. È quanto riferito da una recente sentenza della Cassazione [1].

Il cliente deve dimostrare la non conformità dello stato dell’alloggio offerto dall’albergatore alle fotografie pubblicate sul sito internet dell’hotel e le non buone condizioni dell’immobile. Lo potrà fare scattando foto sul posto e presentando testimoni davanti al giudice. In questo modo il villeggiante deluso potrà chiedere il riaccredito dell’anticipo versato all’atto della prenotazione o “risucchiato” dall’albergo a cui eventualmente siano state fornite gli estremi della sua carta di credito. Non solo: se si riesce a dimostrare un ulteriore danno derivato da tale vicenda (per esempio, l’aver dovuto accontentarsi di una collocazione più costosa o lontano dal luogo a cui si aveva interesse) si potrà chiedere anche l’indennizzo per il lucro cessante (le spese eventualmente sostenute) e il danno non patrimoniale (la frustrazione per la vacanza persa, da valutarsi in via equitativa).

Secondo il ragionamento della Cassazione, quello dell’albergatore, in queste ipotesi, è un inadempimento contrattuale (nel caso di specie la stanza offerta non era conforme a quella pubblicizzata sul sito web per mancanza di terrazza, per cattive condizioni igienico-sanitarie, per collocazione ambientale). Ma condizione necessaria per ottenere dal giudice l’esenzione dal pagamento è che il turista si sia rifiutato di alloggiare nella stanza squallida.


note

[1] Cass. sent. n. 7101/2015.

Autore immagine 123rf com


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