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L’Agenzia delle Entrate deve dimostrare i poteri del dirigente-funzionario

13 Aprile 2015
L’Agenzia delle Entrate deve dimostrare i poteri del dirigente-funzionario

Gli avvisi di accertamento devono essere sottoscritti dal capo dell’ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato; nullo l’accertamento se non reca la sottoscrizione.

Ancora l’ennesima conferma del fatto che i funzionari dell’Agenzia delle Entrate, privi di delega da parte del dirigente, non possono firmare gli avvisi di accertamento (o, secondo diversi autori, anche i ruoli). E questo perché il testo unico sulle imposte sui redditi [1] impone che tutti gli atti impositivi siano sottoscritti dal capo ufficio o da altro impiegato, purché da lui delegato.

Lo ha chiarito, da ultimo, la Commissione Tributaria Provinciale di Potenza in una sentenza di due mesi fa [2]: una questione che rende sempre più “scottante” la vicenda dei dirigenti senza poteri scoperchiata dalla Corte Costituzionale qualche settimana fa (di cui abbiamo ampliamente discusso in queste pagine).

La sentenza in commento si inserisce in quel solco di pronunce che, in questi giorni, sta facendo tremare il terreno sotti i piedi all’Agenzia delle Entrate, anche perché, nonostante gli inviti da parte del suo Direttore a non impugnare gli atti fiscali “asseritamente illegittimi”, sembra che i giudici non vogliano saperne di tale interpretazione “pro fisco” e stiano continuando ad annullare gli accertamenti ogni qual volta il contribuente si limiti a contestare l’esistenza di una delega alla sottoscrizione da parte del capo ufficio pienamente “legittimato”. Legittimazione che – come detto – è venuta di recente meno per 676 dirigenti delle Entrate, ora degradati a semplici funzionari.

La Ctp di Potenza chiarisce un aspetto sottolineato anche da precedenti pronunce (finanche dalla Cassazione), ma oggi più che mai attuale: se il contribuente solleva l’eccezione di difetto di poteri del firmatario dell’atto fiscale, spetta all’ufficio provare la legittimità della sottoscrizione e dell’esistenza di una valida delega a sottoscriverlo. Tale onere della prova (che viene imposto all’amministrazione resistente già solo se il contribuente si limita a sollevare l’eccezione in commento) impone all’Agenzia delle Entrate di depositare l’eventuale delega (se esistente) agli atti del processo già al momento della costituzione in giudizio. Per cui deve considerarsi tardiva la produzione fornita durante l’udienza di discussione. Con il risultato che il contribuente vincerà il ricorso e l’accertamento verrà annullato.

La vicenda

Un contribuente aveva contestato l’illegittimità di un avviso di accertamento chiedendone la nullità qualora l’ufficio non avesse provato l’esistenza di un valido provvedimento di delega a sottoscrivere l’atto. I giudici lucani hanno accolto il ricorso ricordando che, in base alla legge [1], gli avvisi di accertamento devono essere “sottoscritti dal capo dell’ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato” e che “l’accertamento è nullo se non reca la sottoscrizione”.

La sentenza precisa poi che tale delega deve essere conferita per atto scritto e, contrariamente a quanto hanno affermato in passato numerose altre sentenze, essa può consistere anche in un ordine di servizio.

L’onere della prova sull’Agenzia delle Entrate

La parte più interessante della sentenza è quella che ripartisce l’onere della prova tra le parti. In particolare, a fronte della specifica contestazione sollevata dal contribuente, tocca all’amministrazione finanziaria dimostrare l’esercizio del potere sostitutivo e la presenza della delega del titolare dell’ufficio. Infatti il solo possesso della qualifica direttiva non abilita il funzionario tributario alla sottoscrizione dell’atto di accertamento, in quanto il potere di organizzazione deve essere riferito sempre al capo dell’ufficio [3].

Inoltre, il giudice non è tenuto ad acquisire d’ufficio la prova (lo potrebbe fare solo nel caso di impossibilità di una delle parti di esibire documenti in possesso dell’altra); per cui deve essere il fisco a produrre la delega.


note

[1] Art. 42 d.P.R. n. 600/1973.

[2] Ctp Potenza, sent. n. 122/02/2015.

[3] Cass. sent. n. 17400/2012 , n. 10513/2008 e n. 14626/2000.

Autore immagine: 123rf com


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