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Appello: i motivi vanno specificati

13 Aprile 2015
Appello: i motivi vanno specificati

Il ricorso non può limitarsi a un copia e incolla dell’atto di primo grado.

Attenzione agli appelli pretestuosi o quelli a studiati con poca cura. Questo perché, secondo una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio [1], anche in materia fiscale (così come in quella civile), è inammissibile il ricorso in appello che, oltre a riproporre le medesime eccezioni del ricorso introduttivo, contenga una generica richiesta di riforma della sentenza di primo grado senza però indicare gli specifici motivi di opposizione. È il cosiddetto principio di specificità dei motivi di appello.

Le censure mosse alla pronuncia del giudice di prima istanza, infatti, vanno sempre evidenziate in modo specifico; l’appellante non deve sottovalutare la necessità di indicare le concrete ragioni in base alle quali i singoli punti della sentenza vanno riformati. La critica mossa alla sentenza non può essere vaga e complessiva, ma è necessario indicare il diverso iter logico-giuridico che il primo giudice era tenuto a seguire.

In pratica, è onere dell’appellante formulare una critica puntuale della motivazione della sentenza impugnata, posto che l’oggetto di tale giudizio è costituito da quest’ultima, e non è un giudizio completamente nuovo. Quindi ciò richiede la deduzione di specifici motivi di contestazione della correttezza del percorso argomentativo che ha fondato la decisione appellata e cioè contrapporre alle argomentazioni svolte nella sentenza impugnata quelle dell’appellante volte ad incrinare il fondamento logico-giuridico delle prime.


note

[1] Ctr Lazio, sent. n. 6796 del 13.11.2014.

Autore immagine: 123rf com


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