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Pacchetto turistico e responsabilità del Tour Operator

13 aprile 2015


Pacchetto turistico e responsabilità del Tour Operator

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 aprile 2015



Cosa si intende per pacchetto turistico e quali sono i diritti del passeggero turista, indicandoti quali sono gli strumenti previsti dalla legge per tutelarti dai soprusi dei “Tour Operator”.

 

I cosiddetti “pacchetti turistici” sono formule di vacanza tutto compreso, organizzate dai “tour operator” e posti in vendita al pubblico per lo più tramite le agenzie di viaggio. Per potersi definire tale, ed essere assoggettato alla normativa specifica, il pacchetto turistico deve essere di durata superiore a 24 ore, ossia comprendere almeno una notte, e inoltre prevedere almeno due fra i seguenti elementi: trasporto; alloggio; servizi turistici non accessori al trasporto e all’alloggio [1].

In linea generale, laddove uno dei servizi che contrattualmente il tour operator si era impegnato a prestare manca in tutto o in parte, se viene eseguito con modalità diverse rispetto a quanto previsto nell’offerta e/o nel contratto, l’organizzatore è tenuto a risponderne. Ne risponde anche se la responsabilità è da attribuirsi ad uno dei soggetti prestatori dei singoli servizi compresi nel pacchetto [2]. A nulla rileva il fatto che la struttura alberghiera non sia di proprietà dell’organizzatore (come in alcuni casi può verificarsi). Parimenti irrilevante il fatto che il viaggio si effettui con le Compagnie aeree; ovvero ancora la circostanza che le escursioni sul posto non siano eseguite con mezzi di proprietà dell’organizzatore. In ogni caso, infatti, il tour operator è responsabile dei terzi prestatori dei servizi compresi nel programma di viaggio [3].

Il medesimo principio vale nel caso in cui, in conseguenza dell’inadempimento, si verificano danni alla persona, come nel caso non infrequente di sinistro stradale durante uno spostamento in loco previsto nel programma di viaggio [4]. In tal modo il consumatore turista è agevolato per avere un unico referente contrattuale, l’organizzatore che ha predisposto il pacchetto di viaggio da lui acquistato (direttamente o tramite un’agenzia di viaggi, che svolge il ruolo dell’intermediario nella vendita).

Cosa succede se, acquistata la vacanza, arriva la sgradevole sorpresa di un aumento del prezzo?

La legge regolamenta tale possibilità e stabilisce che:

– non può in nessun caso intervenire negli ultimi 20 giorni prima della partenza;

– non può essere superiore al 10% del prezzo originario;

– deve essere giustificato da variazioni del costo del trasporto, del carburante, del tasso di cambio applicato o di diritti e tasse.

Se l’aumento supera il 10%, il consumatore ha diritto di recedere dal contratto senza penali e con la restituzione di tutte le somme già versate.

Trascorso indenne il 20° giorno prima della partenza, il consumatore ha diritto di partire senza maggiorazioni di prezzo.

 

Cosa accade, invece, in caso di modifiche delle condizioni contrattuali?

Se, prima della partenza, l’organizzatore o l’agenzia, comunicano la modifica di uno o più servizi compresi nel pacchetto, con eventuale variazione di prezzo, il consumatore può scegliere tra:

– accettare la modifica;

– recedere dal contratto (con restituzione delle somme già corrisposte);

– accettare l’offerta di un pacchetto alternativo, che può essere equivalente, superiore (senza maggiorazione di prezzo) o inferiore (con rimborso della differenza).

La scelta deve essere comunicata entro due giorni lavorativi dal momento in cui si è ricevuta la comunicazione.

 

Disdetta prima della partenza

Il tour operator può annullare il viaggio, entro il termine indicato nel contratto, e con restituzione delle somme ricevute, se non raggiunge il numero minimo di partecipanti (purché questa condizione sia preventivamente indicata nel contratto). Se invece è il consumatore a non volere o non potere più usufruire del pacchetto turistico acquistato, non può recedere, ma può cedere il contratto ad un’altra persona. In questo caso, deve comunicarlo per iscritto entro 4 giorni lavorativi prima della partenza, indicando le generalità del sostituto. Il contratto può però essere risolto – con esonero delle parti dalle rispettive obbligazioni – nel caso di sopravvenuta impossibilità di utilizzare la prestazione. In tal senso si è pronunciata la Corte di cassazione in un caso di epidemia sviluppatasi nell’isola di destinazione [5]. Inoltre, rimane obbligato per il saldo, unitamente al nuovo acquirente.

note

[1] Cod. Consumo, artt. da 82 a 100.

[2] Art. 45 Cod. Turismo.

[3] Art. 43 Cod. del Turismo.

[4] Art. 44 Cod. del Turismo.

[5] Cass. sent. n. 16315/07 del 24.07.2007.

Autore immagine: 123rf com


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