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Quali sono i pericoli della scelta del giudizio abbreviato?

13 Aprile 2015
Quali sono i pericoli della scelta del giudizio abbreviato?

L’opzione difensiva di un rito alternativo, come il giudizio abbreviato, implica una valutazione attenta dei pro e dei contro in termini di conseguenze processuali.

 

Quando si viene rinviati a giudizio, la scelta di optare per un rito alternativo al processo ordinario riveste un’importanza spesso cruciale nella strategia difensiva.

Parlando in modo specifico del giudizio abbreviato, gli elementi sulla base dei quali valutare questa scelta sono essenzialmente ed in principalità: da un lato il tenore e la valenza probatoria del materiale contenuto nel fascicolo del P.M. al momento della richiesta di rinvio a giudizio, dall’altro il carattere premiale tipico dei riti alternativi, ovvero la riduzione di un terzo della pena che verrà in concreto inflitta in caso di condanna (o, in caso di reato per il quale sia previsto l’ergastolo, il limite massimo di 30 anni di reclusione).

Questi due aspetti devono essere ovviamente ben soppesati, in un’ottica di bilanciamento tra la rinuncia al contraddittorio nella formazione della prova e la possibilità, in ipotesi di condanna, di usufruire di una pena contenuta in limiti che consentano l’accesso a misure alternative alla carcerazione.

Se pensiamo che il giudizio abbreviato consente la discussione piena in sede di udienza anche ai fini della richiesta di assoluzione, e consente altresì l’impugnazione della sentenza di condanna in grado di appello, nonché il ricorso in Cassazione, i limiti negativi della scelta di questo rito si possono individuare sostanzialmente, a parere di chi scrive, in questi due profili processuali: il primo è quello correlato alla riconosciuta natura abdicativa della richiesta di essere giudicato con rito abbreviato. Il chè implica che il materiale di prova assunto dal P.M. (e dalla P.G., autonomamente o su delega) nel corso delle indagini preliminari viene sottratto ad ogni eccezione o possibilità di deduzione, anche d’ufficio da parte del giudice, di inutilizzabilità o nullità relativa, derivante da vizi di assunzione della prova stessa. Bisogna essere chiari su questo punto: si sta parlando di eccezioni di nullità e/o di inutilizzabilità che, nel corso del processo ordinario in sede di dibattimento, ben sarebbero proponibili e che potrebbero portare alla estromissione di quella determinata prova dal materiale a disposizione dell’organo giudicante, ai fini della decisione sulla responsabilità dell’imputato. Resta, invece, salvo il potere di eccepire e rilevare l’inutilizzabilità cosiddetta “patologica“, riguardante cioè prove assunte contro legge e quelle che sono previste come cause di nullità assoluta ed insanabile [1]. Deriva, sempre dal carattere abdicativo della scelta del giudizio abbreviato, la impossibilità per la difesa dell’imputato di eccepire il vizio di genericità e indeterminatezza della imputazione, cui conseguirebbe la nullità della richiesta di rinvio a giudizio.

E così, per entrare in esempi specifici che rendono più chiaro il punto di cui si discute, l’imputato che opti per il giudizio abbreviato deve sapere che con tale scelta accetterà che contro di lui possano essere utilizzate: le dichiarazioni da lui stesso rese spontaneamente alla polizia giudiziaria, senza il difensore e senza le garanzie dell’interrogatorio [2]; le dichiarazioni spontanee rese alla polizia giudiziaria da una persona che verrà successivamente coindagata [3]; il contenuto dell’annotazione di polizia giudiziaria nella quale si riportano le dichiarazioni rese agli operanti in via confidenziale dalla persona offesa che non abbia voluto verbalizzarle [4], oppure le dichiarazioni rilasciate da persona presente sul luogo del reato, di cui non sia stato possibile procedere alla corretta identificazione [5]; i risultati degli accertamenti tecnici irripetibili effettuati senza avviso all’indagato, o ai difensori [6]; le dichiarazioni rese dai prossimi congiunti dell’imputato senza dell’avviso della loro facoltà di astenersi [7]; le trascrizioni sommarie compiute dalla polizia giudiziaria circa il contenuto di conversazioni telefoniche intercettate [8]; il riconoscimento dell’imputato in sede di incidente probatorio senza l’osservanza delle prescritte formalità [9].

Altra conseguenza rischiosa, e comunque da almeno tener presente nella scelta del rito speciale di cui parliamo, soprattutto quando vi è costituzione di parte civile per la richiesta di risarcimento dei danni, è che l’eventuale responsabile civile (soggetto che, in ipotesi di condanna, assume insieme all’imputato l’obbligo risarcitorio) pur regolarmente citato, viene automaticamente escluso dal giudizio abbreviato, secondo l’espressa previsione dell’art. 87 comma 3° cod. proc. pen., tuttavia di dubbia legittimità costituzionale [10]; con il chè la condanna eventuale al risarcimento dei danni conseguenti al reato graverà interamente sul singolo imputato.

Di MARCO MARZARI

L’analisi che precede è solo esemplificativa, ma rende bene l’idea dei pericoli del giudizio abbreviato, sotto il profilo del sacrificio delle garanzie difensive, che conseguono alla scelta strategica del rito speciale. Ne consegue che l’imputato, insieme al proprio difensore, dovrà ben attentamente ponderare questa opzione, tenendo presente non solo l’effetto premiale della riduzione di pena, ma alla luce di tutto il materiale di prova raccolto in indagini.

note

[1] Cass. Pen. Sez. Unite, sent. n. 16 del 21.06.2000.

[2] Cass. Pen. sez. V, sent. n. 18064 del 19.1.2010.

[3] Cass. Pen. sez. V sent. n. 6346 del 16.01.2014 (conforme: Cass. pen. sez. IV, sent. n. 5619 del 04.12.2013).

[4] Cass. Pen. sez. V, sent. n. 8376 del 27.09.2013.

[5] Cass. Pen. sez. I, sent. n. 32963 dell’ 11.05.2010.

[6] Cass. Pen. sez. VI, sent. n. 53734 del 25.11.2014.

[7] Cass. Pen. sez. II, sent. n. 34521 del 5.5.2009.

[8] Cass. pen. sez. IV, sent. n. 47891 del 28.09.2004.

[9] Cass. Pen., sez. III, sent. n. 23432 del 5.5.2010.

[10] v. Marco Marzari “La difficile partecipazione del responsabile civile nel processo penale”, in http: // marcomarzari.postilla.it/2012/09/18/la-difficile-partecipazione-del-responsabile-civile-nel-processo-penale/

autore immagine: 123rf com


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