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Approvato il DEF: disinnescato l’aumento IVA. Le bugie del Governo

13 Aprile 2015
Approvato il DEF: disinnescato l’aumento IVA. Le bugie del Governo

La pressione fiscale diminuirà solo nel 2019, ma l’esecutivo tarocca i conti.

Il Ministero dell’Economia ha appena pubblicato il cosiddetto DEF (Documento di Economia e Finanze) che il Consiglio dei Ministri ha approvato venerdì scorso.

La decisione più delicata, quello dello stop all’aumento dell’IVA che, altrimenti, sarebbe aumentata automaticamente fino al 25,5% del 2018, è definitivamente confermata dalla lettura del documento. Ma ciò che preoccupa è che, pur dopo aver disinnescato le cosiddette “clausole di salvaguardia”, la pressione fiscale continuerà a crescere: dal 43,5% di quest’anno, si registrerà un aumento fino al 44,1% nel 2016 -2017 e un ritorno al 43,7% nel 2019.

Tuttavia l’esecutivo sa come mascherare i dati e, con alcuni artifici contabili, fa apparire agli italiani un quadro diametralmente opposto e più favorevole. Secondo il Governo, infatti, l’imposizione fiscale è in netto calo: al di sotto del 43% per quest’anno (42,9%), si assesterà al 41,6% entro il 2019. I “trucchetti” usati dall’esecutivo per mascherare l’andamento effettivo delle imposte sono presto rivelati: nel calcolo, si tiene conto di due misure che, in realtà, non sono reali, e cioè

– il bonus 80 euro, al netto della classificazione contabile: tali sgravi, secondo il Governo, si traducono in una minore pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente. Si dimentica però di dire che il bonus degli 80 euro in busta paga interessa solo una minima fetta della popolazione;

– disattivazione delle clausole di salvaguardia (aumento IVA e accise benzina, revisione delle detrazioni fiscali) che avrebbero comportato l’innalzamento della pressione. Insomma, è un bel gioco delle tre carte quello di minacciare un aumento esponenziale delle tasse per poi non darvi attuazione e millantare la riduzione della pressione fiscale.


note

Autore immagine: 123rf com


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