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Pavimento scivoloso sul lavoro: dipendente e risarcimento

13 Aprile 2015
Pavimento scivoloso sul lavoro: dipendente e risarcimento

Rileva l’eventuale presenza di fattori di pericolosità intrinseca come vizi di manutenzione, non conoscibili dal lavoratore.

Non perché ti trovavi all’interno del luogo di lavoro puoi sempre pretendere il risarcimento del danno in caso di infortunio avvenuto in tale ambiente. Il diritto spetta solo laddove sia ravvisabile una mancata cura da parte del datore di lavoro dell’ambiente lavorativo e sempre che tu abbia prestato la normale diligenza onde evitare di infortunarti. Così, per esempio, chi scivola su un pavimento sul quale non vi sono tracce di vizi di manutenzione (buche, dislivelli, ecc.) o insidie legate alle pulizie (acqua o relativi materiali scivoli) non può chiedere il risarcimento del danno.

Non solo: nel caso di pavimento caratterizzato da una normale scivolosità, comune alla generalità dei pavimenti esistenti negli uffici pubblici e privati, conta anche il fatto che lo stesso sia conosciuto al dipendente che lo ha percorso per anni senza mai infortunarsi.

Insomma, solo laddove vi sia un fattore intrinseco di pericolosità, sconosciuta all’infortunato o non conoscibile con l’ordinaria diligenza, si può pretendere l’indennizzo.

È quanto affermato dalla Cassazione con una sentenza di poche ore fa [1].

Nella sentenza si specifica chiaramente che, nel caso di infortunio del dipendente scivolato sul pavimento all’interno del luogo di lavoro, non vi è responsabilità del datore in assenza di vizi di manutenzione o di insidia alle pulizie, specie nel caso di “conoscenza” da parte del dipendente del tratto di pavimento in questione perché percorso da sempre: il che esclude una responsabilità civile a carico del datore di lavoro.


note

[1] Cass. sent. n. 7388/15 del 13.04.15.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. ottimo articolo, tuttavia nella parte di riconoscere i vizi di manutenzione o di insidia nelle pulizie c’è un piccolo problema, mi spiego meglio: il sistema di misurazione dell’attrito che viene descritto nel D.M. 236/89 richiama il Tortus test BCRA, che purtroppo non è in grado di riconoscere questi problemi di pulizia e manutenzioni (dette anche contaminazioni ) quindi è estremamente difficile capire (quando vengono chiamati in causa questi fattori) se e quanto hanno influito sulla caduta… per darvi un’idea del danno che provoca questo strumento basti sapere che è stato bandito da tutta Europa propio per questo deficit

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