Diritto e Fisco | Articoli

Agenzia Entrate: come sapere i nomi dei dirigenti senza poteri

14 Aprile 2015
Agenzia Entrate: come sapere i nomi dei dirigenti senza poteri

Ricorsi contro gli accertamenti illegittimi e le conseguenti cartelle di Equitalia: l’elenco dei funzionari del fisco promossi senza pubblico concorso.

Sulla nullità degli atti firmati dai “falsi” dirigenti dell’Agenzia delle Entrate – ossia quelli che, per aver ottenuto tale incarico pur senza un concorso pubblico sono stati dichiarati decaduti dalla Corte Costituzionale [1] – l’Italia è ormai divisa a due: da un lato (le istituzioni e qualche autore) che ritengono ugualmente legittimi gli accertamenti sottoscritti sino ad oggi da tali soggetti, e dall’altro coloro che invece sostengono la nullità assoluta e insanabile non solo degli accertamenti (e, secondo alcuni, altresì dei ruoli), ma, conseguente, anche di tutte le cartelle esattoriali che Equitalia ha notificato sulla scorta di tali atti (leggi “Dirigenti delle Entrate senza poteri: perché la cartella di Equitalia è nulla”).

Nonostante i “consigli” del direttore dell’Agenzia delle Entrate a non presentare ricorsi infondati (“soldi sprecati”), i giudici (anche di recente) continuano a sostenere la propria autonomia dalle interpretazioni del fisco, confermando le tesi “pro contribuente” in tutti quei casi in cui il funzionario è privo di delega o tale delega non viene depositata già all’atto della costituzione.

Così la stessa Agenzia delle Entrate si è trovata costretta a pubblicare, nell’area trasparenza amministrativa del proprio sito, la carriera di tutti i propri dirigenti, per segnalare ai cittadini quali di questi siano in possesso dei regolari poteri (questo è  il link).

Anche l’Adusbef, la nota associazione di tutela dei consumatori, sta affilando le armi e ha diffuso l’elenco dei dirigenti decaduti. Potrete trovare tali nominativi scaricando il pdf collegato al seguente link: “Dirigenti Agenzia delle Entrate privi di poteri”.

La predetta Associazione si unisce, quindi, alle precisazioni che abbiamo sino ad oggi condiviso. Ed in particolare, sintetizzando:

– si parte dalla legge [2] che stabilisce che l’avviso di accertamento senza la sottoscrizione del Capo dell’Ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva dallo stesso delegato è nullo;

– se il cittadino impugna l’avviso di accertamento (o la cartella di Equitalia), perché emessi sulla scorta di un atto illegittimo emanato a monte, spetta all’Amministrazione finanziaria depositare immediatamente la delega (onere della prova contrario) [3];

– secondo alcuni autori vi sarebbe sempre una presunzione di riferibilità dell’atto all’organo amministrativo titolare del potere (cosiddetto “dirigente di fatto”); ciò non è vero e i giudici hanno riconosciuto tale principio solo in ipotesi specifiche (per la cartella esattoriale [4], il diniego di condono [5], l’avviso di mora [6], l’attribuzione di rendita [7], tributi locali per cui manca una sanzione espressa): ipotesi diverse dagli atti dell’Agenzia delle Entrate per i quali, invece, opera lo Statuto del contribuente con il pieno riconoscimento dei diritti dei cittadini nei confronti dell’amministrazione (leggi “Entrate: dirigenti illegittimi e avvisi di accertamento”);

– trattandosi, in questi casi di nullità assoluta, essa non è sanabile e può essere fatta valere in qualsiasi momento, anche se sono scaduti i termini per impugnare; pertanto si dovrebbe ritenere legittimo il ricorso nonostante il contribuente abbia, nel frattempo, ricevuto la cartella di Equitalia.

COSA FARE

Chi abbia ricevuto un avviso di accertamento o comunque un atto impositivo da parte dell’Agenzia delle Entrate dovrà:

– scaricare il pdf qui allegato: Dirigenti Agenzia delle Entrate privi di poteri”;

– verificare se il nome del dirigente dell’Agenzia che ha firmato l’atto è presente nel predetto elenco;

– in caso positivo proporre ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale.

note

[1] C. cost. sent. n. 37/2015.

[2] Art. 42 D.P.R. n. 600/1973.

[3] Cass. civ. n. 14942/2013; Ctp Potenza, sent. n. 122/02/2015; Cass. sent. n. 17400/2012, n. 10513/2008 e n. 14626/2000.

[4] Cass. sent. n. 13461/2012

[5] Cass. sent. n. 11458/2012 e 220/2014

[6] Cass. sent. n. 4283/2010

[7] Cass. sent. n. 8248/2006.

Autore immagine: 123rf com


9 Commenti

  1. Dirigenti decaduti sono dipendenti delle Agenzie delle Entrate vincitori di concorso pubblico con la qualifica di direttore e quindi indirizzati alla carriera direttiva. Si parla di scandalo dopo aver sempre auspicato la meritocrazia. Con tanti consulenti fiscali che si leccano i baffi e sperano di fare affari d’oro con i ricorsi per far restituire magari all’evasore i soldi che lo Stato gli ha chiesto tramite il lavoro del cosiddetto dirigente illegittimo. Non permettere ad un impiegato dello Stato ad aspirare a diventare dirigente e appiattire la loro carriera, le loro aspettative, significa mortificarli e demotivarli. Questi dipendenti pubblici tutti laureati anche con con 110 e lode, vincitori di concorso dopo tanti sacrifici, dopo tanto pendolarismo, non sanno quale sarà il loro destino, esclusivamente per aver coperto un ruolo di dirigente affidatogli dallo Stato e a cui non potevano rifiutarsi. Hanno organizzato la loro vita in funzione di questo incarico, hanno lasciato le loro famiglie, non sanno più come pagare il mutuo , come mandare i soldi alla propria famiglia per il suo sostentamento , dato che l’attuale emolumento non è nemmeno bastevole per mantenersi in albergo e pagarsi il vitto essendo stati assegnati in sedi diversi dalla loro residenza. Se basta una semplice laurea ovunque e comunque conseguita per togliere il posto a chi ha competenza specifica decennale in materia fiscale, avendo magari la fortuna di rispondere ad una manciata di quiz, altrettanto dovrebbe essere per il giovane medico da poco laureato ad aspirare a vincere il concorso per primario ospedaliera con tanti rischi connessi e annessi, e via di seguito, e ancora via di seguito, e vorrei sapere a quanti ammontano, se esistono, coloro che senza alcun concorso ma nemmeno prova calligrafica occupano posti di lavoro in enti statali o enti locali. Il tutto anche considerando che questa sentenza della Cassazione è datata 2015 ossia dopo circa mezzo secolo dalla nascita della Costituzione Italiana e dopo mezzo secolo di assunzioni nelle Enti statali o Pubblici o Parastatali. Se si vuole attaccare e ingiustamente l’Agenzia delle Entrate solo perché sta scovando uno ad uno gli evasori con il lavoro proficuo ed i sacrifici di questi dirigenti lo si dica. I responsabili del Ministero dell’Economia hanno il diritto ed il dovere di difendere e premiare questi lavoratori da loro stessi scelti tra i più capaci e che attraverso il lavoro stanno ottenendo successi inimmaginabile, stanno murando tutte le scorciatoie fiscali agli evasori e recuperando miliardi di euro dagli evasori che vanno nelle casse dello Stato per utilizzarli per le necessità soprattutto dei più bisognosi.

  2. Nell’elenco si distingue tra dirigenti titolari e reggenti. Solo i cd reggenti non sono legittimi o tutti i nomi indicati nell’elenco?
    Grazie.

  3. Voi dite ben fare ricorso alla commissione tributaria ma sapete quanto cè da pagare?
    A volte è più conveniente pagare la cartella esattoriale che il ricorso !

  4. a Vittorio Benedetto ma cosa stai dicendo, se uno e mi sembra più d’uno e stato messo li in modo illegittimo senza aver vinto ho fatto nessun concorso e veramente uno schifo ma come si a difendere certa gente

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube