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NASPI: quando si deve restituire?

14 Maggio 2016 | Autore:
NASPI: quando si deve restituire?

Quanto ti spetta di disoccupazione, i casi in cui la NASPI decade e quando se ne richiede la restituzione.

A partire dallo scorso 1° maggio 2015 come è ormai noto la disciplina relativa al sussidio di disoccupazione è ricondotta alla NASPI [1]. 

L’assegno è rivolto a tutti i lavoratori dipendenti, sono invece esclusi da questa disciplina gli operai agricoli (OTI e OTD) la cui tutela è affidata ad una disciplina speciale. Per quanto riguarda i lavoratori parasubordinati, invece, la disciplina da considerare è quella della Dis-Coll, per un approfondimento in merito consigliamo di leggere Dis-Coll: come richiedere il sussidio per i parasubordinati.

NASPI: quando si può richiedere?

La Naspi può essere  richiesta da tutti i lavoratori che abbiano perso l’occupazione involontariamente o si siano dimessi per giusta causa. Ecco i requisiti che è necessario avere:

  • stato di disoccupazione;
  • almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni precedenti il periodo di disoccupazione;
  • almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

Perché la NASPI sia operativa si deve considerare che lo stato di disoccupazione deve essere sempre presente.

NASPI: quando va restituita?

Si verifica la decadenza e eventualmente la restituzione della NASPI quando:

  • si perde lo status di disoccupato,
  • si avvia un’attività lavorativa subordinata autonoma senza che si sia provveduto alla comunicazione all’INPS relativa al reddito annuo previsto,
  • si raggiungono i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato,
  • si acquisisce il diritto all’assegno ordinario di invalidità, a meno che il lavoratore non richieda diversamente.

C’è tuttavia un altro caso in cui si verifica la perdita della NASPI e da cui potrebbe conseguire la sua restituzione: è il caso del rifiuto da parte del lavoratore di partecipare ad iniziative di politica attiva (dunque formazione riqualificazione professionale) proposte dal Servizio per l’Impiego, o nel caso di non accettazione dell’offerta di lavoro congrua da prestarsi entro 50 km dalla residenza o in luoghi raggiungibili entro 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici.

In questi casi l’interruzione si realizza dal momento in cui si verifica la condizione e le somme eventualmente percepite da quando si è verificato l’evento del rifiuto alla sospensione effettiva della NASPI dovranno essere restituite.


note

[1] D. Lgs. 22/2015.


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