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Come adottare un bambino in Italia

14 Aprile 2015 | Autore:
Come adottare un bambino in Italia

Regole base per aspiranti genitori, la procedura prevista dalla legge per poter adottare un minore italiano: dall’affidamento fino al decreto di adozione.

La legge italiana [1] inquadra l’adozione non come un diritto degli adulti, ma come uno strumento finalizzato a permettere ad ogni bambino di vedere realizzato il diritto di avere una famiglia.

L’iter prevede che la coppia desiderosa di adottare un minore si dichiari disponibile all’adozione e si sottoponga ad accertamenti per verificare che sia idonea ad adottare.

La prima tappa della procedura prevede l’affidamento familiare dei minori.

Quando la famiglia di origine del minore si trova in accertate, ma temporanee difficoltà (soprattutto economiche), il minore viene affidato ad altra famiglia che provvede al suo mantenimento e alla sua educazione in vista di un ritorno a quella d’origine.

L’affidamento è, di solito, concordato tra genitori ed ente locale (con la mediazione dei servizi sociali) ed ha carattere temporaneo; non modifica perciò lo stato di famiglia del minore: è diretto al recupero delle relazioni del minore con la propria famiglia e non alla sostituzione di questa con una nuova.

Nel caso in cui i genitori naturali non concordino nell’affidamento, l’affidamento, ove ritenuto necessario, sarà disposto direttamente dal Tribunale per i minorenni.

Se però la famiglia di origine sia del tutto inidonea ad occuparsi del minore ed in modo permanente, lo stesso può essere adottato da una famiglia idonea.

L’adozione è quindi ammessa solo a favore di minori che si trovano in stato di abbandono materiale e morale dovuto a difficoltà permanenti e non transitorie della famiglia d’origine.

Gli adottanti devono essere una coppia di coniugi sposati da almeno tre anni e non separati, nemmeno semplicemente di fatto.

Se il minore ha compiuto i 14 anni occorre il suo consenso all’adozione.

L’adozione interrompe ogni rapporto tra il minore e la sua famiglia d’origine e lo inserisce, come figlio legittimo, nella famiglia adottiva.

 

L’adozione si perfeziona con un procedimento che si svolge dinnanzi al Tribunale per i minorenni.

Le fasi della procedura sono le seguenti:

1) la coppia presenta domanda di adozione al Tribunale per i minorenni: si tratta di una domanda in carta semplice valida per tre anni e rinnovabile;

2) la domanda deve essere accompagnata da tutti i documenti utili a dimostrare la presenza de i requisiti indispensabili (per qualsiasi informazione ci si può rivolgere al Tribunale per i minorenni): quelli generalmente richiesti sono il certificato di nascita, lo stato di famiglia, la dichiarazione di assenso all’adozione da parte dei genitori dei coniugi (in caso di decesso bisogna produrre il certificato di morte); la busta paga o modello 740, il certificato del casellario giudiziale dei coniugi, la dichiarazione che attesti lo stato di non separazione dei coniugi;

3) ricevuta la domanda di adozione, il Tribunale per i minorenni dispone accertamenti volti a verificare se la coppia richiedente sia idonea all’adozione: in questa fase sarà valutata la capacità dei coniugi di educare il bambino, di prendersene cura economicamente e affettivamente. Il compito di effettuare queste indagini è sovente delegato ai servizi socio-assistenziali degli enti locali in collaborazione con le AUSL;

4) esauriti questi accertamenti, il Tribunale per i minorenni valuta la relazione prodotta dai servizi e decreta se la coppia è idonea o meno all’adozione.

E’ bene sapere che i genitori non possono scegliere il bambino da adottare: è il Tribunale stesso a scegliere la coppia più adatta al minore adottabile.

Verrà quindi disposto l’affidamento preadottivo (della durata di l anno) e al termine di questo periodo verrà emesso il decreto di adozione.

Gli effetti del decreto di adozione sono:

– un effetto legittimante per cui il minore adottato diventa a tutti gli effetti figlio legittimo della coppia adottante, di cui assume il cognome;

– un effetto risolutivo, che fa cessare i rapporti giuridici (di parentela) tra il bambino e la sua famiglia di origine.

L’adozione non può essere revocata a meno che il minore si trovi nuovamente in stato di abbandono.


note

[1] Legge n. 184 del 04/05/1983.

Autore immagine 123rf com


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