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Pensione e limiti al pignoramento

15 Aprile 2015 | Autore:
Pensione e limiti al pignoramento

Se la pensione mensile ammonta a 700 Euro fino a quanto può arrivare il pignoramento di un creditore?

Come noto, le somme dovute a titolo di pensione sono per legge pignorabili entro la somma massima di un quinto [1].

Per alcuni tipi di debito tuttavia, la legge ha ulteriormente abbassato la soglia pignorabile per le pensioni e gli stipendi. Quando il creditore infatti è l’Agente riscossore delle imposte (come ad esempio Equitalia), questi non può pignorare più di un decimo su pensioni fino a 2.500 Euro.

Attenzione però! Tali limiti, quello generale di un quinto e quello più specifico di un decimo valevole solo per debiti tributari e per pensioni fino a 2.500 Euro, non valgono più se la pensione viene versata in banca. In quest’ultimo caso infatti essa potrà essere pignorata al 100% non essendovi più limiti di pignoramento dopo la confusione di tale somma con gli altri risparmi del debitore.

Se tuttavia il creditore che agisce in pignoramento è Equitalia, l’ultimo emolumento versato sul conto corrente a titolo di pensione non potrà essere più pignorato.

Proviamo a fare un esempio concreto immaginando una pensione di 700 Euro mensili su cui venga richiesto un pignoramento da parte di un creditore. Ricapitolando quanto sopra detto, in questo caso la pensione è pignorabile – in linea generale – fino all’importo di Euro 140 che rappresenta la quinta parte di Euro 700.

Se il creditore è un agente della riscossione però, come ad esempio Equitalia, l’importo pignorabile sarà invece di Euro 70 pari alla decima parte di Euro 700 essendo in questo caso la pensione inferiore a Euro 2.500.

Con specifico riferimento a casi simili è bene ricordare che, anche di recente la Corte di Cassazione in una propria sentenza [2] ha stabilito che non si può pignorare la parte di pensione, di assegno o di indennità necessaria per assicurare al pensionato i mezzi adeguati alle esigenze di vita: tale parte di pensione è stata attualmente individuata nella somma di Euro 525,89 che è considerato l’importo minimo vitale per la sopravvivenza dell’individuo.

Ciò significa che, se all’esito del pignoramento nei limiti sopra indicati, l’importo della pensione erogata scendesse al di sotto di tale ultimo importo, il debitore potrebbe presentare un’opposizione in Tribunale.

Nel caso che abbiamo proposto perciò, anche all’esito della differenza tra l’importo della pensione (Euro 700) e la quinta parte della stessa individuata come somma massima pignorabile (Euro 140,00), il risultato di Euro 560,00 si collocherebbe – sebbene di poco – sopra detta somma, pertanto un’eventuale opposizione al pignoramento dovrebbe essere articolata necessariamente anche su altre basi.


note

[1] Art. 545 commi 4° et 5° cod. proc. civ.

[2] Cass. sent. n. 18755 del 07.08.2013.

Autore immagine: 123rf com


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