Canone Rai: con il Decreto “La nuova Rai” potrebbe essere abolito

15 Aprile 2015
Canone Rai: con il Decreto “La nuova Rai” potrebbe essere abolito

Spot senza limiti ed entrate solo pubblicitarie: i contribuenti non dovranno più pagare; questi i piani del Governo.

 

Il Governo sta lavorando a una riforma strutturale della Rai: una rivoluzione radicale della televisione pubblica, con conseguenze significative anche per i cittadini che potrebbero vedere definitivamente scomparire l’odiato canone.

Il disegno di legge, battezzato “La nuova Rai” metterebbe fine alla tradizionale disciplina disegnata dal Regio decreto del 1938 e che impone ai contribuenti il pagamento dell’imposta sul semplice possesso della televisione.

A fronte di ciò, “La nuova Rai” dovrebbe consentire alla TV pubblica di finanziarsi esclusivamente attraverso gli spot pubblicitari, eliminando gli attuali limiti massimi, e non con altre entrate di carattere tributario che, per anni, a detta di molti, hanno costituito un indebito vantaggio rispetto alle altre reti, falsando il gioco della concorrenza (le reti private, infatti, non ottengono utili da canoni o imposte come, invece, fa la RAI).

Così, il ddl prevedrà – almeno stando ai rumors filtrati dai principali quotidiani – la revisione dei limiti di affollamento pubblicitario, oggi disciplinati dalle leggi Gasparri e dalla Mammì. Quest’ultima, in particolare, stabilisce che “La trasmissione di messaggi pubblicitari da parte della concessionaria pubblica non può eccedere il 4% dell’orario settimanale di programmazione ed il 12 per cento di ogni ora; un’eventuale eccedenza, comunque non superiore al 2 per cento nel corso di un’ora, deve essere recuperata nell’ora antecedente o successiva” [1]. Ebbene, detti tetti dovrebbero essere aboliti, in questo modo consentendo alla tv di Stato di potersi finanziare solo con i proventi pubblicitari, risparmiando invece ai cittadini di pagare il canone. Così come già fanno le reti private, i tre canali Rai potrebbero trasmettere spot pubblicitari senza limiti, con un aumento degli incassi che, secondo le stime, potrebbe raggiungere circa mezzo miliardo di euro l’anno soltanto per quanto riguarda Rai 1.

La bozza di ddl, cui sta lavorando da qualche mese il Governo, e che a breve potrebbe diventare legge, ridisegnerà anche il funzionamento del duopolio Rai-Mediaset.

La notizia ha lasciato un certo disorientamento. Solo sul finire dell’anno scorso, infatti, l’esecutivo voleva riscrivere la disciplina del canone Rai, inserendo l’obbligo di pagamento nella bolletta della luce o – altra ipotesi circolata nelle stanze di Palazzo – attraverso una comunicazione all’interno della dichiarazione dei redditi. E ciò per arginare il fenomeno dell’elevata evasione del canone: circa il 30% degli italiani non lo paga.


note

[1] Art. 8, comma 6, della legge 6 agosto 1990, n. 223.

Autore immagine: 123rf com


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