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Detrazioni per figli a carico. Ripartizione tra genitori separati e spese di istruzione

15 Aprile 2015 | Autore:
Detrazioni per figli a carico. Ripartizione tra genitori separati e spese di istruzione

Dalla dichiarazione dei redditi del singolo contribuente il legislatore ha previsto la possibilità di operare una detrazione IRPEF per i figli a carico, a condizione che questi abbiano conseguito nell’anno un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro. Ecco una rapida ricapitolazione di come poterne beneficiare.

La detrazione prevista per i figli fiscalmente a carico è espressamente regolamentata dalla vigente normativa in materia, che prevede la seguente proporzioni di ripartizione tra i genitori:

– 50% ciascuno, nella generalità dei casi;

– 100% a favore del genitore che possiede il reddito complessivo di ammontare più elevato, in caso di apposito accordo tra i due.

Nel caso in cui i due genitori siano separati, come si ripartiscono le detrazioni per i figli a carico?

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta, in presenza di un preciso accordo tra i genitori, nelle stesse modalità previste per le coppie coniugate:

– nella misura del 50% per ciascuno dei genitori;

– nella misura del 100% al genitore che possiede il reddito complessivo di ammontare più elevato.

In mancanza di accordo tra i genitori invece la detrazione spetta:

– nella misura del 100% al genitore affidatario;

– nella misura del 50% tra i genitori, in caso di affidamento congiunto o condiviso.

La massima detrazione prevista è di € 950,00 per ogni figlio, aumentata ad € 1220,00 per ogni figlio di età inferiore a 3 anni, di ulteriori € 400,00 in caso di figlio portatore di handicap. Tali importi, comunque da riproporzionare al reddito del contribuente, sono in ogni caso rapportati ai mesi (nel caso, ad esempio di figlio nato il 16 marzo dell’anno di imposta, la detrazione compete per 9/12).
Nel caso di 4 o più figli a carico è prevista una ulteriore detrazione di € 1200,00, applicabile per l’intero importo a prescindere dal numero di mesi, quale importo complessivo (non per ogni figlio).

Qualora il genitore affidatario, o uno dei genitori affidatari in caso di affidamento congiunto, non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore. Quest’ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, è tenuto a riversare all’altro genitore affidatario un importo pari all’intera detrazione ovvero, in caso di affidamento congiunto, pari al 50% della detrazione stessa. Nel prospetto “familiari a carico” del modello 730/2015, il genitore che fruisce della detrazione per figli a carico nella misura del 100%, in caso di affidamento esclusivo, congiunto o condiviso dei figli, dovrà barrare la colonna 8.

Spese di istruzione

Le spese di istruzione che danno diritto a ottenere la detrazione del 19% dall’IRPEF lorda, collocate nel modello 730/2015 con il codice 13 in uno dei righi da E8 a E12, sono quelle relative alla frequenza di corsi di istruzione secondaria di primo e secondo grado e universitaria, di perfezionamento e di specializzazione universitaria. Vediamo come compilare correttamente il modello 730 e come ottenere la detrazione. La detrazione compete per le spese sostenute presso istituti o università italiane o straniere di struttura pubblica o privata. In caso di spese sostenute presso istituti privati, la misura della detrazione compete per un ammontare non superiore a quanto previsto per le tasse e i contributi dovuti agli istituti statali italiani. Non contano eventuali riduzioni o agevolazioni legate all’ISEE, per cui, se si frequenta un istituto privato, il tetto entro cui si calcola il beneficio fiscale è sempre rappresentato dalla misura massima delle tasse che si pagano agli istituti statali. Nel corso degli anni, l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di precisare che sono detraibili:

– i contributi versati per la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea in quanto tale spesa è stata ritenuta connessa al corso di istruzione universitaria [1];

– le spese sostenute per la frequenza della Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario (SSIS) in quanto trattasi di “corso di istruzione universitaria” [2];

– i corsi tenuti dalle Università telematiche a patto che siano istituite e riconosciute con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca [3];

– le spese di iscrizione ai dottorati di ricerca, in quanto rappresentano un titolo conseguito a seguito di uno specifico corso previsto dall’ordinamento universitario per consentire ai laureati di acquisire un grado di preparazione necessaria per svolgere attività di ricerca di alta qualificazione [4];

– le spese sostenute per l’iscrizione ai conservatori di musica [5]. Il legislatore ha posto il settore artistico allo stesso livello delle università, qualificando tali istituzioni come sedi primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca nel settore artistico e musicale [6]. La legge equipara ai Conservatori di Musica solamente gli Istituti musicali pareggiati. Ne consegue che sono da escludere le spese per l’iscrizione agli istituti musicali privati.

Le spese di istruzione sono detraibili anche se sono sostenute nell’interesse di familiari fiscalmente a carico senza un limite massimo per quanto concerne l’importo, con esclusivo riferimento all’anno in cui viene sostenuta la spesa. Non risultano detraibili le altre spese come ad esempio vitto, trasporto, seminari, testi e altro materiale didattico anche se idoneamente documentate. Per gli studenti universitari fuori sede, con esclusione di chi frequenta i master, è prevista la detrazione dall’IRPEF lorda del 19% dei canoni di locazione pagati per l’alloggio, da indicare con il codice 18, nei righi da E8 a E12.


note

[1] Risoluzione Agenzia Entrate n. 87/E/2008.

[2] Risoluzione Agenzia Entrate n. 77/E/2008.

[3] Risoluzione Agenzia Entrate n. 6/E/2007.

[4] Risoluzione Agenzia Entrate n. 11/E/2010.

[5] Circolare Agenzia Entrate n. 20/E/2011.

[6] Legge n. 508 del 1999.


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