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Pausa in orario di lavoro: non c’è tempo, si usa il pannolone

15 Maggio 2016 | Autore:
Pausa in orario di lavoro: non c’è tempo, si usa il pannolone

L’incredibile storia di sfruttamento che se provata potrebbe mettere nei guai un sistema industriale 

Sembra una storia assurda e pazzesca, ma è una di quelle che capita in USA, dunque per ora niente paura per il nostro Paese (se non fosse che sin troppo spesso le evoluzioni del mercato statunitense anticipano l’UE).

L’accusa mossa da OXFAM la grande ONG internazionale all’industria americana del pollame ha dell’incredibile, i dipendenti sarebbero difatti spinti a stare al passo con il ritmo di produzione delle macchine, e per questo non ci sarebbe stato il tempo neanche di una pausa dal lavoro. Ecco allora che si sarebbe deciso di usare i pannoloni, per ridurre al minimo i tempi morti.

Secondo quando dice OXFAM nel suo rapporto “I supervisori non lasciano andare in bagno gli addetti perché devono tenere a velocità alta e costante le macchine – si legge. E i dipendenti sono costretti così ad arrangiarsi: urinano e defecano direttamente mentre lavorano, indossano pannoloni, riducono al minimo l’assunzione di liquidi fino a livelli pericolosi. C’è il rischio serio di infezioni alle vie urinarie e il problema è ancor più serio per le donne, specie quelle incinte o con mestruazioni“.

Ma la ONG va oltre, citando espressamente i nomi delle aziende che sarebbero coinvolte nello scandalo (Tyson Foods, Sanderson, Pilgrim’s Pride, Perdue), specificando come i capireparto sarebbero stati in grado di minacciare i dipendenti di punizioni e addirittura di licenziamento qualora insistessero a voler andare in bagno.

La cosa ancora più incredibile in questa storia è come le aziende citate si siano difese dicendo che qualora le accuse dovessero essere provate hanno intenzione di prendere provvedimenti nei confronti dei capireparto coinvolti.

Come se, insomma, questi lavorassero per altre aziende e non per la loro, come se i ritmi cui sono costretti non fossero stabiliti dall’alto, ma dal loro “sadismo” privato…



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1 Commento

  1. Secondo me anche in Italia arriveremo a tanto, ma la mia preoccupazione è che negli usa hanno il Pannolone, noi non avremo neanche quello, la differenza è, che tutti i sacrifici che abbiamo fatto fino ad oggi, tra licenziamenti e licenziamenti, continue chiusure delle attività delle piccole e medie imprese, i piccoli artigiani che sono scomparsi, i piccoli e grandi aziende agricole, la formazione, i precari, etc etc, per poi non parliamo di disservizi, nonostante paghiamo le tasse, ma per cosa? ma stiamo pagando per quelli che in passato si sono arricchiti e continuano ad arricchirsi alle spalle dei contribuenti […], ci possiamo indignare? e di cosa? forse la vera indignazione è quella di essere Cittadino Italiano, altro che pannoloni e messi in mutande, alcuni dei miei amici oggi si trovano a dover lavorare ” ma sono fortunati e raccomandati” distante dal paese di residenza di 360 km andata / ritorno , per una cifra di Euro 20 giornalieri, non parliamo delle ore di lavoro!, il viaggio non fa parte dell’orario lavorativo, quindi, immaginate! […]

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