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Nullità dell’accertamento dell’Agenzia Entrate: si contesta anche a causa avviata

16 Aprile 2015
Nullità dell’accertamento dell’Agenzia Entrate: si contesta anche a causa avviata

Nel 2007 mi è stato notificato un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, con la sottoscrizione di un dirigente il cui nome compare nella lista dei cosiddetti dirigenti non vincitori di concorso (falsi dirigenti); ho fatto ricorso e la causa è ancora pendente presso la Commissione Tributaria provinciale; ho letto l’articolo relativamente alla recentissima Sentenza della Corte Cost del 2015 con la quale è stata dichiarata l’incostituzionalità della legge del 2012 con la quale si tentava di sanare la questione; è possibile a ricorso già presentato, proporre eccezione di carenza di poteri, oppure la possibilità mi è preclusa? se si può proporre l’eccezione, va presentata eccezione di nullità o di inesistenza dell’atto?

Premesso che la questione dei “dirigenti senza poteri” presso l’Agenzia delle Entrate non è stata affrontata da alcun giudice dopo la sentenza della Corte Costituzionale e che, quindi, si verte ancora nel campo delle ipotesi; che, sul punto, si registrano due opposti indirizzi interpretativi: da un lato coloro che propendono per la validità degli atti sottoscritti in passato, nonostante la predetta carenza di poteri; dall’altro lato coloro che invece parlano di nullità assoluta e, quindi, non sanabile ed eccepibile, quindi, in ogni stato e grado del giudizio (tale tesi si fonda sulla scorta di numerose sentenze di legittimità e di merito secondo cui l’ufficio delle Entrate deve sempre dimostrare i poteri del funzionario firmatario dell’atto o, in mancanza, l’esistenza di una valida delega da parte del dirigente, in conformità a quanto prescritto dalla legge [1]); ciò premesso, chi aderisce – come già numerosi commentatori hanno fatto – alla seconda tesi, legittimamente ritiene che l’eccezione possa essere fatta valere in ogni stato e grado del giudizio e, quindi, anche nell’ipotesi di cause già instaurate e in corso (anche, eventualmente, in fase di impugnazione).

Quanto al tipo di eccezione, sarà sufficiente richiamarsi alla predetta sentenza sostenendo la nullità assoluta (o meglio detta “inesistenza”) dell’atto. In questa pagina del nostro portale abbiamo suggerito una forma con cui poter contestare il predetto vizio: https://www.laleggepertutti.it/82343_ricorsi-contro-equitalia-la-formula-per-contestare-la-firma-del-dirigente


note

[1] Art. 42 d.P.R. 600/1973.

Autore immagine: 123rf com


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