Diritto e Fisco | Articoli

Multa: i 90 giorni per la notifica decorrono dalla consegna alla posta

16 Aprile 2015
Multa: i 90 giorni per la notifica decorrono dalla consegna alla posta

Per la validità delle contravvenzioni per violazione del codice della strada non conta la data di ricezione della multa da parte del destinatario, ma la consegna del plico all’ufficio postale.

 

Multe: nel caso in cui non siano necessari particolari accertamenti per identificare il trasgressore (si pensi a un autovelox che fa la foto della targa), l’amministrazione ha 90 giorni di tempo per notificargli la contravvenzione [1]. Diversamente, la multa è annullabile dal giudice per superamento del termine perentorio.

Ma attenzione: per verificare il rispetto dei 90 giorni – e quindi la validità della contravvenzione stessa – non si deve guardare la data in cui l’automobilista riceve a casa la raccomandata, ma quella in cui l’agente la consegna all’ufficio postale. Come infatti ha chiarito giustamente la Cassazione poche ore fa [2], la multa è valida anche nel caso in cui la notifica al trasgressore intervenga oltre il termine perentorio dei 90 giorni: l’importante è che l’atto sia consegnato all’ufficio postale entro detto termine perentorio. Non conta, quindi, la data in cui il destinatario lo riceve.

In tema di violazioni del codice della strada – si legge in sentenza – la notificazione del verbale di contestazione si considera tempestiva solo se, nel termine di 90 giorni dall’accertamento [all’epoca dei fatti il termine era di 150 giorni; N.d.R.], tale atto sia stato consegnato all’ufficio postale; è irrilevante la data di ricezione da parte del destinatario [3]; infatti non possono ricadere sull’amministrazione le conseguenze di eventuali ritardi o disfunzioni delle poste.


note

[1] Art. 201 cod. str.

[2] Cass. sent. n. 7765/2015 del 16.04.15.

[3] “…dovendosi trarre dalla sentenza della Corte costituzionale n. 477/02, che ha dichiarato l’illegittimità del combinato disposto dell’articolo 149 c.p.c. e dell’articolo 4, comma terzo, della l. n. 890/82, il principio generale secondo cui, anche con riferimento ad atti non processuali, per i quali vi sia un espresso richiamo alle norme sulle notificazioni del processo civile, come avviene nel comma terzo del citato articolo 201, la decadenza non può discendere dal compimento di un’attività riferibile non direttamente alla parte, ma a terzi”.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. invero, la legge parla di “…entro 90 giorni” e poiché dovebbe essere un termine amministrativo e non processuale, non dovrebbe essere applicabile il termine di 90.
    Da considerare che il termine molto ristretto di 30 giorni entro cui é da presentare il ricorso al GDP, al pari del ricorso in materia lavoristica , non é soggetto alla sospensione dei termini ex legge n. 742. Da conisiderare, inoltre, che gli artt 6 e 7 del D.lgs.vo n. 150/ 2011, per la procedura da seguire in materia di opposizione alle sanzioni amministrative, rinvia all’art. 415 c.p.c. e ss. appunto, in materia lavoristica.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube