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Lo sai che? Il libero professionista e la NASPI

Lo sai che? Pubblicato il 30 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 marzo 2015

Sono un libero professionista che nell’anno 2014 non ha superato il reddito di € 4800 e penso di rinunciare alla p.i. entro maggio 2015, sono nelle condizioni di richiedere il NASPI?

La risposta, affermativa o negativa, cambia a seconda della tipologia di lavoro, poichè Lei potrebbe essere un libero professionista che effettua soltanto prestazioni di lavoro autonomo, oppure potrebbe svolgere o aver svolto, in aggiunta, lavoro parasubordinato (a progetto),o, ancora, lavoro dipendente.

In quest’ultima ipotesi, potrebbe fruire della Naspi, che, Le ricordo, partirà dal 1° maggio 2015.

I requisiti per ottenerla saranno:

– aver totalizzato almeno 13 settimane di contribuzione da lavoro dipendente negli ultimi 4 anni,

– di cui 18 giorni di lavoro dipendente effettivo nei 12 mesi precedenti la richiesta.

Pur ampliando la platea dei soggetti, la fruizione presenta caratteri maggiormente proporzionati alla contribuzione effettiva, rispetto ai vecchi trattamenti: difatti, la durata sarà pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, per un massimo di 78 settimane dal 2017, senza computare i periodi per i quali vecchie DS, Aspi o Mini Aspi siano state già fruite.

L’ammontare sarà pari al 75% dell’imponibile medio (basato sulle retribuzioni da lavoro dipendente) degli ultimi 4 anni, se inferiore a € 1195; se superiore, l’ importo sarà incrementato del 25% della differenza tra quest’ultimo e la retribuzione mensile , entro un massimo di € 1300 mensili. A partire dal 5° mese di trattamento, ci sarà una decurtazione progressiva del 3%.

Il godimento della Naspi sarà subordinato al permanere dello stato di disoccupazione, ed alla partecipazione a programmi di politiche attive (percorsi di riqualificazione, accettazione nuovi impieghi, attività a favore della comunità, a seconda della pianificazione specifica).

Per quanto concerne lo status di disoccupato, l’avere una partita Iva aperta di per sé non lo fa perdere, se non si superano 4800€ annui.

Per incoraggiare l’auto-imprenditorialità a rendere più semplice l’avvio di una nuova attività, oltretutto, sarà possibile richiedere all’Inps la liquidazione del trattamento in un’unica soluzione.

Ma le novità non terminano qui: nel caso in cui, terminato l’intero periodo di Naspi, il beneficiario non fosse riuscito a trovare un’occupazione, qualora si trovi in stato di bisogno potrà usufruire di un ulteriore sussidio per sei mesi, l’Asdi; l’ammontare sarà pari al 75% della Naspi, entro i limiti dell’assegno sociale. In un primo tempo, per il godimento dell’Asdi verrà data precedenza a lavoratori vicini alla pensione, o con figli minorenni a carico; sarà inoltre condizionato all’adesione ad un progetto personale, realizzato dai servizi per l’impiego.

Tornando al Suo caso, qualora fosse invece lavoratore parasubordinato, anche se con Partita Iva,, vi sono delle novità: anche i Co.Co.Pro. possono beneficiare, in effetti, di un’indennità di disoccupazione mensile, la Dis-Coll, a partire dal 1° gennaio 2015.

Il trattamento sarà fruibile da chi potrà far valere un minimo di 3 mesi di contribuzione nell’anno solare precedente, alla Gestione Separata Inps, ed almeno un mese di contribuzione nell’anno in cui si verifica la cessazione del rapporto lavorativo(al posto dell’ultimo requisito, è altresì sufficiente, nell’annualità corrente, un rapporto di collaborazione della durata di un mese, con compenso pari alla metà della contribuzione mensile).

Il reddito medio mensile ai fini Dis-Coll si calcola in proporzione all’imponibile previdenziale relativo all’anno in corso ed al precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione, o loro frazione: l’ammontare sarà pari al 75% di detto risultato, con incremento del 25% della differenza tra quest’ultimo e la retribuzione media, se oltre € 1195, sino ad un massimo di € 1300.

Per quanto concerne la durata, corrisponderà alla metà dei mesi di contribuzione, dal 1° gennaio dell’anno precedente sino alla data del termine della collaborazione, per un massimo di 6 mensilità.

Qualora, invece, Lei non abbia svolto né rapporti di lavoro dipendente, né a progetto, l’unica possibilità sarebbe la richiesta del sussidio all’Inarcassa, la cassa degli ingegneri. Il sussidio “ordinario” può essere richiesto dagli associati che si trovano nelle seguenti condizioni:

– posizione previdenziale regolare in materia di iscrizione e contribuzione;

– reddito del nucleo familiare conseguito nell’anno precedente la domanda non superiore ad un determinato ammontare (il limite per il reddito familiare 2014, valido per le domande presentate nel 2015, è pari a euro 43.416,00, aumentabile di euro 2.713,50 per ogni familiare a carico).

Il sussidio ordinario consiste nell’erogazione di una somma “una tantum”, il cui importo dipende dal limite dello stanziamento annuale stabilito dall’Inarcassa in sede di bilancio preventivo.

note

Autore immagine: 123rf com


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