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Terrazze in condominio, antenne e stazioni radio di telefonia: leciti?

19 Aprile 2015 | Autore:
Terrazze in condominio, antenne e stazioni radio di telefonia: leciti?

Come installare su tetti o lastrici o terrazze del condominio antenne e stazioni radio base della telefonia cellulare.

 

Una legge risalente agli anni quaranta [1] impediva ed impedisce ai proprietari di un edificio condominiale, o di un appartamento, di opporsi all’installazione di tutti quei sistemi necessari al funzionamento degli apparecchi radiofonici appartenenti agli abitanti degli stabili e degli appartamenti medesimi.

Esiste il diritto a installare l’antenna sulla terrazza dell’edificio a condizione però che non si impedisca agli altri comproprietari della terrazza di continuare a usare la terrazza stessa.

Nell’ipotesi, perciò, che l’installazione dell’antenna dovesse impedire in modo permanente l’utilizzo della terrazza, l’antenna dovrà essere rimossa o spostata a cura e spese di chi l’ha installata senza adottare gli accorgimenti utili a consentire agli altri condomini di poter continuare ad usare la terrazza secondo la sua destinazione precedente.

Per quanto invece riguarda l’installazione sulle terrazze condominiali delle stazioni radio base per telefonia cellulare, la problematica diventa più complessa per via del diffuso timore di inquinamento elettromagnetico.

La diffusione della telefonia cellulare, impetuosa dal 1995 in poi, ha posto sul tappeto tale delicato problema data l’enorme richiesta degli operatori della telefonia di poter installare, un po’ ovunque, ripetitori e stazioni radio base.

Solo nel 2001 è, però, entrata in vigore la legge quadro in materia [2] che disciplina il problema in ogni suo aspetto.

Il primo è più rilevante problema portato all’attenzione della magistratura (con particolare riferimento all’installazione di antenne per comunicazioni cellulari sul tetto di stabili condominiali) è stato quello della tutela del diritto alla salute degli abitanti dell’edificio condominiale sul quale si aveva intenzione di consentire l’installazione di questi sistemi relativi alla telefonia mobile.

La legge citata non si occupa direttamente del rapporto salute-impianti di telefonia mobile, ma di certo, ove venga dimostrato da relazioni e perizie mediche che vi sia una correlazione tra patologie sviluppate da uno o più soggetti residenti nello stabile e l’attivazione e il funzionamento degli impianti stessi, la prevalenza deve essere data all’interesse primario alla salute rispetto ad ogni altro interesse giuridicamente protetto.

Peraltro, la legge di riforma del condominio [3] si è occupata anche di impianti non centralizzati di ricezione radiotelevisiva oltre che di produzione di energia da fonti rinnovabili.

La nuova norma ha riconosciuto il diritto del singolo condomino alla ricezione radio-TV attraverso impianti individuali satellitari o via cavo, con la possibilità di installazione senza preventiva autorizzazione dell’assemblea, salvo l’obbligo di arrecare il minor pregiudizio possibile alle parti comuni, agli immobili di proprietà di altri condomini, nonché preservando il decoro dell’edificio.

L’assemblea condominiale potrà intervenire (con voto che raggiunga almeno la maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno i 2/3 dei millesimi) soltanto quando siano necessarie modifiche alle parti comuni; in tal caso possono essere apportate variazioni al progetto iniziale e richiesta una garanzia al singolo condomino per eventuali danni.

La norma, non protegge, come è evidente dal suo testo, il diritto alla salute dei condomini, ma solo i loro diritti alla tutela del decoro dell’edificio e della integrità dei beni comuni; per i pericoli alla salute derivanti da inquinamento elettromagnetico, dunque, dovrà, eventualmente farsi riferimento ad altre norme [4] e, soprattutto, munirsi preventivamente di perizie mediche dettagliate che individuino un collegamento sufficientemente provato tra patologie e elettromagnetismo.


note

[1] Artt. 1 e 3 della legge n. 554 del 1940.

[2] L. n. 36 del 22/02/2001.

[3] L. n. 220 del 2012 in vigore dal 18 giugno 2013 che ha introdotto l’art.1122 bis cod. civ. In particolare, secondo la nuova norma del codice civile: “Le installazioni di impianti non centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione per le singole utenze sono realizzati in modo da recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, preservando in ogni caso il decoro architettonico dell’edificio, salvo quanto previsto in materia di reti pubbliche.

È consentita l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato.

Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l’interessato ne dà comunicazione all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi. L’assemblea può prescrivere, con la maggioranza di cui al quinto comma dell’art.1136 cc, adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell’edificio e, ai fini dell’installazione degli impianti di cui al secondo comma, provvede, a richiesta degli interessati, a ripartire l’uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto. L’assemblea, con la medesima maggioranza, può altresì subordinare l’esecuzione alla prestazione, da parte dell’interessato, di idonea garanzia per i danni eventuali.

L’accesso alle unità immobiliari di proprietà individuale deve essere consentito ove necessario per la progettazione e per l’esecuzione delle opere. Non sono soggetti ad autorizzazione gli impianti destinati alle singole unità abitative.”

[4] Art. 32 Cost.


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